04 dicembre 2017 | 10:56

Da Scalfari alla nuova Repubblica, da Renzi al candidato premier del Pd. L’intervista di De Benedetti al Corriere della Sera

“Renzi delude, bene Gentiloni”, ma alle prossime elezioni “potrei votare scheda bianca”. Così Carlo De Benedetti in un’intervista ad Aldo Cazzullo per il ‘Corriere della Sera’, che torna anche sulle polemiche suscitate dalla “preferenza” di Eugenio Scalfari per Berlusconi (se in alternativa a Di Maio). “Un pugno nello stomaco per i lettori di Repubblica”, secondo l’Ingegnere. E sulla nuova veste grafica di Repubblica aggiunge: “bellissima”, ma “un giornale non è solo latte e miele; è carne, è sangue”. Mentre esprime la sua contrarietà alla forma della “condirezione”. Ecco le sue risposte.

Carlo De Benedetti (foto Olycom)

Berlusconi o Di Maio?
Alla domanda se, come Scalfari, tra Berlusconi e Di Maio voterebbe Berlusconi, l’Ingegnere risponde: “ovviamente mi asterrei”. E aggiunge “si può restare a casa, o votare scheda bianca”.

Scalfari e Berlusconi
Sulla “preferenza” del fondatore di Repubblica per Berlusconi, se l’alternativa fosse Di Maio, De Benedetti risponde: “Scalfari è stato talmente un grande nell’inventare Repubblica e uno stile di giornale che farebbe meglio a preservare il suo passato”. E aggiunge: “penso l’abbia fatto per vanità, per riconquistare la scena. Ma è stato un pugno nello stomaco per gran parte dei lettori di Repubblica, me compreso”. “Penso che la risposta di Scalfari abbia gravemente nuociuto al giornale”.

Sulla nuova grafica di Repubblica
“È bellissima, elegante, pulita, innovativa. Un restyling molto riuscito. Un giornale però ha bisogno di spifferi, correnti, energie. Un giornale non è solo latte e miele; è carne, è sangue. Può avere curve; ma deve avere anche spigoli”.

Sulla novità della condirezione
“Io ero e rimango assolutamente contrario. Nessun grande giornale al mondo utilizza questa formula anche se penso che Tommaso Cerno sia tra i migliori giornalisti della sua generazione”. E prosegue: “la condirezione ha funzionato una sola volta, alla Stampa di Mieli e Mauro; che però avevano entrambi una loro agenda, e non pensavano certo di convivere a lungo”. Mieli andò a dirigere il Corriere, Mauro Repubblica, gli ricorda Cazzullo: “Ezio è stato un grandissimo direttore. Ora ha dimostrato di essere anche un grande scrittore: il suo libro sulla rivoluzione russa è straordinario”.

Il ritorno in azienda di Luciano Benetton a 82 anni
“La scelta di Benetton mi lascia ammirato e commosso; ma io ho fatto il contrario, e ne sono felice. Sono stato l’unico imprenditore italiano a donare l’azienda ai figli”.

Il futuro dei giornali
“Non facile. Però ci sarà sempre bisogno di organizzare una gerarchia delle notizie. Le notizie sono come fiori di campo; ma un mazzo di rose fa un altro effetto. Molto dipende dalla nostra capacità di farci pagare dagli Over-the-Top di internet, che al momento ci rapinano. Si comportano come pirati: rastrellano la pubblicità legata ai contenuti che ci sottraggono”.

La proprietà del gruppo Stampa-Repubblica
“Non penso proprio che i miei figli venderanno. Non ne vedrei la ragione, tenuto conto che la Cir, l’azienda che ho loro donato, ha più di 300 milioni di liquidità. Il problema è come investire, non certo come disinvestire”.

Fiat e Sergio Marchionne
“Marchionne è un genio della finanza e del marketing: ha “spin-offato” molte attività industriali, creando grande valore per gli azionisti; ha puntato sui brand Jeep e 500, oscurando i brand Fiat e Chrysler. Penso sarà lui a scegliere il suo successore”.

Trump sarà rieletto?
“Lo escludo. Ogni giorno Trump appare più inaffidabile e vuoto. La decisione di Flynn di patteggiare con l’Fbi può avere conseguenze pesanti sul suo futuro. E lo stato di confusione alla segreteria di Stato con la probabile uscita di Tillerson sarà un altro segnale di debolezza”.

Matteo Renzi
“Ha deluso non solo me, ma tantissimi italiani. È stato un elemento di novità e freschezza, e ha fatto bene il primo ministro. Ma ha sbagliato sul referendum, e soprattutto ha sbagliato dopo a non trarne le conseguenze”. Secondo De Benedetti avrebbedovuto “prendersi due o tre anni di pausa. Andare in America, studiare, imparare, conoscere il mondo. Magari l’avrebbero richiamato a furor di popolo. Invece ha avuto l’ansia di chi si dimette ma non vede l’ora di ricominciare”.

Il candidato premier del Pd
“Il candidato naturale è Gentiloni. Ne abbiamo un gran bisogno. È stato un calmante nell’isteria della politica renziana. È uno che fa le cose, e ha con sé molti ministri competenti: Padoan, Calenda, Minniti, Delrio, Franceschini e altri ancora. Spero che, a dispetto dei sondaggi, possano continuare”.

L’avventura di D’Alema
“Ridicola”.

De Benedetti voterà Pd?
“Non è detto. Potrei votare scheda bianca”.