06 dicembre 2017 | 18:31

Serve una legge che aiuti tutta la filiera dell’editoria, dice il ministro Franceschini. Nella legge di bilancio creato un fondo da 3 milioni di euro per lettura, vogliamo discutere su come investire

“Un libro è importante almeno quanto un film? Se è così penso che lo Stato debba fare una legge per l’editoria che aiuti tutta la filiera, dagli autori ai distributori alle traduzioni. E sono convinto che chiunque vincerà le prossime elezioni sentirà questo dovere morale di portarla avanti”. Lo ha detto il ministro dei beni culturali e del turismo Dario Franceschini, all’inaugurazione della fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, in programma a Roma alla Nuvola di Fuksas, da oggi a domenica.

“In questa legislatura abbiamo portato a compimento la legge sul cinema e sullo spettacolo dal vivo. In quelle leggi c’è un principio: siccome i film, la musica, la prosa e la danza sono importanti, lo Stato le aiuta e sostiene in modo forte tutta la filiera. Su questo si deve basare anche la legge per l’editoria” ha sottolineato il ministro.

Dario Franceschini (foto Oycom)

“In questa legge di bilancio ci sono alcune novità significative: abbiamo introdotto, ancora in fase di approvazione, un nuovo fondo per la lettura di 3 milioni di euro. Può sembrare una cifra non enorme, ma è circa dieci volte in più di quello che avevamo prima. E vogliamo discutere con tutta la filiera del libro su come investire, anche in maniera non tradizionale”, ha aggiunto poi Franceschini.

“Abbiamo introdotto anche una norma di vantaggio fiscale che prevede un aiuto molto forte alle librerie, in particolare quelle piccole. Aiuterà molte librerie o a restare aperte o ad aprire in zone di città o comuni che non le hanno”. “Una libreria non è un esercizio commerciale come un altro, ha un valore di aggregazione sociale” ha rimarcato, concludendo: “Si può e si deve continuare a investire in cultura facendo bene alle menti ma anche alla crescita economica del paese”.