06 dicembre 2017 | 18:33

Gentiloni incontra le rappresentanze dei giornalisti. Tra i temi affrontati la lotta al precariato nel settore e le querele temerarie

“Il presidente Gentiloni si è impegnato a verificare la possibilità di dare le prime risposte già in quest’ultimo scorcio della legislatura” sia sulle querele bavaglio, sia sull’emergenza lavoro e sulla necessità di combattere il precariato. Lo affermano in una nota i vertici della Fnsi, che oggi ha incontro a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, insieme al presidente e al segretario del Cnog, Carlo Verna e Guido D’Ubaldo, alla presidente dell’Inpgi Marina Macelloni, all presidente della Casagit Daniele Cerrato e al presidente del Fondo di previdenza complementare Enrico Castelli.

Un momento dell’incontro (Dal sito Governo.it, credits T. Barchielli)

Il sindacato fa sapere che “saranno valutate forme di intervento normativo da approvare prima dello scioglimento delle Camere, mentre alle aziende editoriali riconducibili alla parte pubblica sarà chiesto di riconoscere il contratto nazionale di lavoro giornalistico anche ai giornalisti impiegati a tempo determinato o con rapporto di collaborazione”.

“Al presidente Gentiloni – sottolinea ancora la Fnsi – è stato fatto presente che il tema del lavoro è rimasto assente nei recenti decreti sull’editoria. A fronte di significativi aiuti diretti e indiretti alle aziende del settore, nulla è stato fatto per impegnare le imprese nella lotta al precariato”. “C’è un’emergenza che riguarda l’abuso di cococo che ha raggiunto livelli simili a quelli che hanno portato all’abolizione dei voucher nel sistema generale”.

L’auspicio degli enti della categoria è che “la figura del cococo, utilizzata per mascherare lavoro irregolare, possa essere superata per legge perché si tratta di una condizione che umilia il lavoro e la dignità di migliaia di giornalisti, alcuni dei quali sono impegnati anche in aziende la cui proprietà è riconducibile alla parte pubblica”.

Nell’incontro si è anche parlato della mancata cancellazione del carcere per i cronisti, “con il fallimento di tutte le iniziative parlamentari prodotte in questa legislatura, e delle querele bavaglio, diventate una forma di intimidazione ai cronisti sempre più diffusa”.

“Nell’era della sovrabbondanza delle news serve più che mai un’informazione libera, autorevole e professionale”, ha cinguettato Gentiloni dopo l’incontro dal suo profilo Twitter.