07 dicembre 2017 | 10:18

Blitz fascista sotto la sede di Repubblica. Il direttore Calabresi: la vera minaccia è rappresentata da chi vuole spezzare il Paese. Sono loro i veri traditori

L’editoriale  ’Chi sono i veri traditori’  del direttore di Repubblica, Mario Calabresi, dopo il blitz di ieri di Forza Nuova sotto la sede di Repubblica:

Chi sono i veri traditori dell’Italia? Le persone che credono sia giusto considerare italiano un bambino nato e cresciuto in questo Paese o quelli che dichiarano guerra alle opinioni che non condividono? La domanda non sarebbe nemmeno da porre se non ci fosse chi si sente legittimato a presentarsi mascherato di fronte a un giornale per lanciarne il boicottaggio, promettere calci e pugni, una guerra senza tregua e definire i giornalisti «infami, terroristi e traditori».


Sentono di poterselo permettere perché da tempo è venuto meno l’argine, da troppo tempo ormai c’è chi nella politica e nell’informazione sottovaluta i segnali, vezzeggia gli estremisti, coltiva i discorsi d’odio e soffia sulle paure.
Questa gente si permette di fare blitz e proclami deliranti perché è cambiato il clima, perché il discorso pubblico è inquinato e franato a livelli allarmanti. Per troppo tempo è stato tollerato uno scivolamento prima verbale ora fattuale. Prima nelle curve degli stadi, poi nelle periferie, infine nelle scuole.
Per molto tempo è stato imputato, giustamente, a una parte della sinistra un uso disinvolto dei “ma” e dei “però”, dei distinguo di fronte ai discorsi violenti. È ora di correre ai ripari, per difendere uno spazio vitale e indispensabile di confronto sano e genuino.
Il coraggio oggi non sta nella capacità di gridare più degli altri e nemmeno nel dare sfogo alla pancia del Paese, ma nel saper prendere le distanze da chi predica estremismo e divisioni.
Coraggio significa essere capaci di non lucrare miseramente su quattro voti, quattro copie o quattro clic. I segue dalla prima pagina Non lanciamo questo allarme oggi, perché la minaccia è arrivata sotto casa nostra e si è rivolta contro i giornalisti di Repubblica e L’Espresso, ma lo stiamo facendo da tempo, da quando i segnali si sono moltiplicati. Lo abbiamo fatto a Ostia, prima che i riflettori si accendessero per illuminare quella testata sferrata contro chi aveva l’impudenza di fare domande, quando sono emersi chiari i legami tra gruppi neofascisti e criminalità. Lo abbiamo fatto quando il disagio e la crisi delle periferie sono diventati carburante per costruire risposte che parlano di muri, di razza e di intolleranza. Lo abbiamo fatto per denunciare l’assuefazione a una propaganda che riabilita il fascismo, gioca con i suoi cimeli e ripropone i suoi metodi di azione.
Continueremo a farlo con le inchieste sistematiche sui nuovi fascismi, sui metodi di azione, di reclutamento, di propaganda, e sui finanziamenti e gli interessi economici.
Ad aver scatenato il blitz di Forza Nuova è stato tutto questo ma soprattutto la campagna di questo giornale in favore della legge sul cosiddetto Ius soli, la nostra convinzione che la cittadinanza e l’integrazione siano la strada maestra per una convivenza pacifica e per combattere terrorismo e integralismo. Nel delirio dei proclami si parla di invasione e si mescolano – come al solito e come fanno in troppi – cose che non c’entrano nulla tra loro: la legge riconoscerebbe come italiani quei bambini e quei ragazzi che vivono e studiano qui, i cui genitori hanno da almeno cinque anni un lavoro e un regolare permesso di soggiorno. Sono i figli di chi contribuisce a mandare avanti le aziende di questo Paese, si prende cura dei nostri anziani e dei malati e di chi ha trovato in Italia la possibilità di una nuova vita.
Non si tratta di consegnare passaporti a chi sbarca sulle nostre coste da imbarcazioni di fortuna.
È ora che le parole tornino al loro significato e i gesti sotto controllo.
Non c’è più tempo, siamo tutti vittime di una deriva che coinvolge l’intero Occidente, di fronte alla rottura della tenuta sociale esistono solo prese di posizioni chiare, soprattutto alla vigilia di una campagna elettorale che sarà ancora più complicata e divisiva del solito.
Repubblica ha le spalle larghe, continuerà a fare il suo lavoro e a portare avanti le battaglie in cui crede, a partire da quelle sui diritti e per la protezione di chi è più debole e in difficoltà. A preoccuparci, lo ripeto, non sono le minacce a questo giornale ma la minaccia di chi vuole spezzare il Paese. Sono loro i veri traditori.