La concorrenza tv è esplosa, la Rai è un caso unico in Europa, dice Pier Silvio Berlusconi al ‘Corriere’: un tetto pubblicitario aiuterebbe tutto il mercato. A Tim servono i nostri contenuti: vediamo se gli interessi comuni aiuteranno a superare le difficoltà con Vivendi

“La Rai è rimasta un unicum in Europa. Se percepisci un canone devi avere perlomeno un tetto molto stringente alla pubblicità. A beneficiarne sarebbe tutto il mercato, anche la carta stampata e gli editori più piccoli”. Ad affermarlo Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente e amministratore delegato di Mediaset, in un’intervista al Corriere della Sera.

“In Italia ci sono più canali gratuiti che in tutti gli altri Paesi d’Europa, la concorrenza televisiva è letteralmente esplosa, mentre il mercato pubblicitario dall’inizio della crisi è crollato ed è passato da 10 miliardi di euro a poco più di 6. Ci sono tante, forse troppe, reti ma la vera tv generalista rimane insostituibile, e la sua capacità attrattiva verso il pubblico e gli investitori pubblicitari non morirà mai”, ha spiegato.

Dal suo punto di vista, il mondo dei media televisivi si sta polarizzando tra due estremi: i player globali “che offrono contenuti in streaming, principalmente cinema e serie, anche di qualità ma preconfezionati – il modello ‘grande congelatore’ – e chi offre prodotti caldi, locali, in diretta, fatti da editori che conoscono la pancia del Paese”. “Ed è questo il nostro know how”, ha aggiunto Berlusconi, “è un vero e proprio mestiere, un’arte che non puoi comprare. I giganti digitali – Google, YouTube, Netflix, Amazon… – non hanno questa capacità, è una ricchezza che non possiedono”.

Pier Silvio Berlusconi (foto Olycom)

Anche la Rai, secondo l’ad di Mediaset ha questa capacità, ma “si sta affievolendo a causa dell’instabilità legata alla politica”. “Ormai – ha aggiunto – i grandi successi della Rai sono soprattutto fiction, che però vengono prodotte all’esterno. In casa Rai si fa fatica e il parco artisti non si è rinnovato”. Per Berlusconi comunque “un’offerta televisiva di servizio pubblico” è “indispensabile”, “ma la Rai è rimasta un ibrido che vive di canone e di pubblicità. E per la pubblicità insegue la tv commerciale”. Un caso unico, ha ribadito, che “oltretutto falsa il mercato e sottrae risorse a un settore già in difficoltà come l’editoria”.

Quanto alla concorrenza, “anche questo autunno i nuovi canali e la pay tv fanno fatica”, ha spiegato il manager, sottolineando però come Mediaset invece sia cresciuta negli ascolti e nelle quote di mercato pubblicitario. Compreso sul totale individui. “Considerando anche il pubblico più anziano”, ha rilevato Berlusconi, “noi in autunno abbiamo guadagnato 1,2 punti di share e la Rai ha perso 1 punto. E Canale 5 nelle 24 ore con il 17% è in assoluto la prima rete italiana. Un vantaggio che arriva fino a 5 punti di share sul target commerciale”.

Quanto a Premium, la sua “missione difensiva” è “riuscita in pieno: gli abbonamenti alla pay satellitare sono inchiodati da anni”. “La pay tv classica con decine di canali è un sistema destinato a essere in difficoltà. L’offerta on demand degli over the top, il modello “vedi tutto a prezzi scontati” alla Netflix e Amazon, a lungo andare la schiaccerà”.

Sulla battaglia con Vivendi, aggiunge: “Tim ha bisogno dei nostri contenuti, è molto interessata a un accordo. Ma c’è sospesa la questione con il loro azionista di controllo Vivendi. Vediamo se questi interessi comuni sui contenuti ci aiuteranno a superare le difficoltà”, ha concluso.

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