12 dicembre 2017 | 15:52

Sul 5G unire gli sforzi per avere una sola rete, dice il sottosegretario Giacomelli. Per il futuro lavorare su nodi irrisolti, come regole per Internet condivise a livello internazionale

“Il 5G è una storia tutta da scrivere quindi è utile favorire da subito una riflessione e un dialogo tra istituzioni e aziende” per avere una unica rete. Lo ha detto Antonello Giacomelli, sottosegretario allo sviluppo economico a margine degli Stati generali delle telecomunicazioni spiegando che “sarebbe positivo unire gli sforzi” per avere un’unica rete 5G in Italia. “Ritengo che tutti debbano interrogarsi sulla rete che ancora non esiste, ovvero la rete 5G, che per le sue caratteristiche accentuerà la distinzione tra gli operatori di rete e i fornitori di servizi”, ha spiegato ancora Giacomelli, aggiungendo che, dal suo punto di vista, sia proprio sul 5G che “si debbano costruire le condizioni per l’unicità di infrastruttura secondo il modello wholesale only”.

“Per me la questione ha un carattere industriale”, ha affermato invece sul tema della rete fissa esistente. “Il Governo aveva il compito di assicurare a cittadini e imprese una connettività adeguata e lo ha fatto attraverso il Piano Banda UltraLarga. Se nel mercato vi sono o no le condizioni per più infrastrutture, peraltro non tecnologicamente omogenee, devono deciderlo le imprese”.

Antonello Giacomelli (foto Olycom)

Antonello Giacomelli (foto Olycom)

Più in generale, ha poi sottolineato il sottosegretario, “abbiamo trovato l’Italia con il doppino in rame, con il rapporto Caio e con un mercato disponibile ad investire solo nelle grandi città. Dopo quattro anni lasciamo un Paese con un piano di rete veloce e in fibra, con un intervento pubblico che assicura a tutti parità di opportunità e con la sperimentazione 5G che abbiamo lanciato per primi in Europa”.

“Il senso della sperimentazione 5G è che l’Italia guarda all’obiettivo Giga e vuol stare nel gruppo di testa in Europa in questa direzione. La vera frontiera su cui lavorare in futuro è data da alcuni nodi ancora irrisolti come, ad esempio, una nuova elaborazione giuridica e del diritto su Internet condivisa a livello internazionale; l’armonizzazione tra Europa e Stati Uniti delle regole su net neutrality, privacy, trattamento dati e governance di Internet; il processo politico di integrazione europea che porti all’armonizzazione fiscale in tutti gli stati membri, con particolare attenzione alla rete (webtax)”, ha concluso Giacomelli.