A Pagina99 licenziati due giornalisti e un grafico. Redazione in sciopero per due giorni. Replica l’editore: il giornale non chiude, prosegue accorpato alle iniziative Tinaba Media e FreeJourn, licenziamenti legati all’edizione cartacea

Pagina99, settimanale di economia e cultura diretto da Paolo Madron, edito da News 3.0 (che, attraverso Sator Private Equity Fund, fa capo al banchiere Matteo Arpe), licenzia due giornalisti e un grafico. La  notizia arriva da un comunicato della redazione che annuncia due giorni di sciopero. La replica ell’editore: il giornale non chiude, licenziamenti previsti con la fine dell’edizione cartacea.

Pagina99 lo scorso novembre aveva detto addio all’edizione cartacea – varata l’11 febbraio 2014 – per vivere solo online. Una scelta “necessaria perché l’elevato costo di stampa e di distribuzione in edicola impattava in maniera troppo pesante sul conto economico della testata”, spiegava il giornale sul suo sito, sottolineando la determinazione a raccogliere “la sfida digitale”, nella convinzione che la qualità dell’informazione “possa essere declinata al meglio su piattaforme di distribuzione alternative”, “senza mai rinunciare al giornalismo di approfondimento”.

Pagina99. Il primo numero cartaceo

Pagina99. Il primo numero cartaceo

Il comunicato della redazione di Pagina99

Ieri, 11 dicembre, la società editoriale News 3.0 ha licenziato in tronco tre lavoratori, due giornalisti e il grafico, e tra questi, anche il fiduciario di redazione.

Si chiude così nel più triste dei modi l’avventura di questo settimanale: da questa mattina non abbiamo più una persona che possa disegnare il giornale, non abbiamo più un caposervizio che coordini il lavoro e commissioni i pezzi ai collaboratori che, come abbiamo già denunciato, non vengono pagati da diversi mesi.

Abbiamo chiesto per mesi che l’azienda facesse chiarezza sul destino di questa testata offrendo la nostra collaborazione per elaborare nuovi piani editoriali e strategie per mantenere in vita pagina99, ma ci è stato rifiutato qualsiasi incontro e qualsiasi dialogo. L’azienda non ha mai dichiarato lo stato di crisi, non ha mai nemmeno preso in considerazione l’impiego di ammortizzatori sociali.
A tutt’oggi nessuno ci ha detto come faremo il giornale, e cosa ne resta. Le lettere di licenziamento, in altre parole, hanno preceduto qualsiasi comunicazione alla redazione riguardo il futuro della testata.

Tutto questo accade a soli tre mesi dall’intervista rilasciata a Prima Comunicazione dall’azionista di maggioranza, Matteo Arpe, in cui spiegava come avrebbe fatto guadagnare gli editori con la sua nuova app, Tinaba, e assicurava l’esistenza di un piano per rendere pagina99 “un’iniziativa editoriale sostenibile, senza deludere i suoi lettori e trovandone di nuovi”. Dichiarava inoltre: “Pagina99 è un settimanale di alta qualità che ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali e ha affrontato temi spinosi con l’obiettivo di fornire analisi approfondite e non semplici sintesi”. Da allora l’azienda ha prima chiuso la versione cartacea senza un piano per il passaggio al digitale e ieri, senza alcuna comunicazione alla redazione, come sarebbe previsto dal contratto nazionale di lavoro, ha notificato tre licenziamenti in tronco. Altri quattro contratti sono in scadenza tra dicembre e febbraio.

Contestiamo i licenziamenti e l’assemblea di redazione ha proclamato lo stato di agitazione e due giorni di sciopero, oggi e domani.
Ci spiace molto per i lettori che ci hanno dimostrato affetto e stima in queste settimane e che, al pari della redazione, meritavano più rispetto da parte dell’azienda che edita pagina99.

La risposta dell’editore News 3.0

In relazione al comunicato diffuso oggi dalla redazione di Pagina 99, News 3.0, editore della testata, precisa quanto segue: “Stigmatizziamo e respingiamo la posizione espressa dalla redazione di Pagina99,  che contiene elementi parziali e fuorvianti. Si precisa che News 3.0 – società controllata da Sator Private Equity Fund e non personalmente da Matteo Arpe – ha investito nella testata in questione – dopo che la stessa era stata chiusa per un precedente fallimento – negli ultimi tre esercizi circa 3 milioni di Euro. A fronte di tali investimenti il giornale ha avuto nello stesso periodo un calo delle copie pari al 60% e i costi sono stati pari a più del doppio dei ricavi. Un combinato disposto che ha comportato una perdita complessiva di circa 3,5 milioni di euro. Malgrado tale contesto fortemente negativo, il Consiglio di amministrazione di News 3.0 ha recentemente deliberato di non chiudere la testata ma di tentare un nuovo e ulteriore rilancio della stessa attraverso l’accorpamento di Pagina 99 alle iniziative digitali di Tinaba Media e FreeJourn, la piattaforma per free lance risultata tra i progetti innovativi finanziati da Google.  I  licenziamenti operati sono conseguenti al venire meno della già annunciata chiusura dell’edizione cartacea del settimanale e sono funzionali al mantenimento in vita dell’intera iniziativa editoriale e della testata stessa. Diversamente da quanto alluso dal comunicato della redazione di Pagina99, gli stipendi sono stati sempre pagati ed è stato definito un piano per la definizione e il saldo dei pagamenti a favore dei collaboratori esterni. Infine, News 3.0, che contesta nella sostanza e nella forma la comunicazione dei giornalisti di Pagina99, ritiene oltremodo gravi le dichiarazioni espresse in quanto non veritiere e parziali e quindi in contrasto con il professato giornalismo obiettivo e di qualità”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Rai: assemblea su Cda aggiornata al 27 luglio

Rai, Fico: il nuovo cda deve essere indipendente. Il servizio pubblico è dei cittadini, non del Governo

Dl Dignità, Lorusso: paradossale pensare di ridurre le indennità di licenziamento