13 dicembre 2017 | 10:24

Da Totti a Buffon, da Dovizioso a Sofia Goggia. Ecco i vincitori dei Gazzetta Sports Awards. L’ad di Rcs, Cairo: editoria e sport connubio che funziona

Gigi Buffon uomo dell’anno ai Gazzetta Sports Awards e Sofia Goggia vince il medesimo riconoscimento per la categoria femminile. A Francesco Totti il premio alla carriera. Si è svolta a Milano agli East End Studios la cerimonia di premiazione dei Gazzetta Sports Awards.

Urbano Cairo e Giovanni Malagò

Sport ed editoria un connubio che funziona sempre? “Sì, certamente”, ha detto il presidente e ad di Rcs Urbano Cairo all’arrivo. “Per me è un orgoglio e un’emozione premiare tutti questi atleti”. E il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha aggiunto: “felice di essere qui”.

Tra i vincitori anche Gian Piero Gasperini (Atalanta), allenatore dell’anno, performance dell’anno per il centravanti del Torino Andrea Belotti. Al pilota Ducati Andrea Dovizioso l’encomio per il miglior exploit della stagione, a Matteo Manassero quello per il fairplay, alla Juventus il riconoscimento come squadra dell’anno e alla Nazionale Pallavolo Femminile Sorde il premo per i migliori atleti paralimpici. Insieme a Totti anche il ciclista Alberto Contador premiato come legend.

 

“Sul palco tanto calcio, lo sport più amato dagli italiani, ma sono stati premiati anche campioni di altre importanti discipline, dallo sci alla pallavolo, dai motori al golf”, ha aggiunto Cairo. Atleti “scelti da ‘La Gazzetta dello Sport’ e dai suoi lettori. Il protagonista di questa festa è lo sport nel suo insieme, che parla alle nostre passioni e ci regala una grande serata di sport e spettacolo”.

“Anche quest’anno i Gazzetta Sports Awards hanno acceso le nostre emozioni migliori, chiamandoci a scegliere i grandi campioni italiani del 2017. Una scelta che ha appassionato la redazione e i nostri lettori, che hanno partecipato con entusiasmo esprimendo oltre 100mila voti in meno di un mese”, ha detto il direttore de ‘La Gazzetta dello Sport’ Andrea Monti. Sul palco per premiare gli sportivi anche i vice direttori Pier Bergonzi, Andrea Di Caro, Gianni Valenti e Umberto Zapelloni.

Molte le istituzioni presenti. Accolti da Andrea Monti, Urbano Cairo e dal direttore generale ‘Gazzetta dello Sport’ Francesco Carione, ha partecipato, oltre al presidente del Coni Malagò, il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli. E grande partecipazione dal mondo dello sport con Giacomo Agostini, Daniele Massaro, Franco Morbidelli, fresco vincitore del titolo di campione del mondo in Moto2, Dan Peterson, Walter Zenga, l’idolo di Buffon Thomas N’Kono portiere del Camerun a Italia ’90 e la neomamma Elisa Di Francisca. Special guest della serata Massimo Giletti.

Main partner del riconoscimento per l’uomo dell’anno Head & Shoulders, top partner per l’allenatore dell’anno Star Wars, Sport Pesa per la performance dell’anno, Eni per l’atleta paralimpico, Brembo per il miglior exploit, American Express per il fair play e Volkswagen main partner per le legend.

Cantine Ferrari, sparkling partner dell’evento, metterà all’asta su Charity Stars una bottiglia autografata da tutti i campioni, insieme ad una maglia autografata dal “Gallo” Belotti. I premi sono stati disegnati da Damiani.

La serata, presentata da Enrico Bertolino e Cristina Fantoni, verrà trasmessa il 16 dicembre su La 7 alle ore 23:10. Durante la cerimonia l’esibizione delle Farfalle della ritmica.

 

Malagò, riferisce l’Ansa, si aspetta dalla Lega A “risposte coraggiose”. Intervenendo a margine dei Gazzetta Sports Awards sulla situazione del calcio italiano, il presidene del Coni ha detto: “nella sua stranezza e confusione è molto chiara, sono state indette le elezioni della Federcalcio, la Lega Serie A ha chiesto la proroga del commissariamento, quindi presumono che si risolva tutto al meglio nel giro di pochi giorni, poche settimane. Io non posso che assistere a tutto questo, vediamo che succede”.

Preso atto che “a livello giuridico non ci sono gli estremi per fare nulla” sulla Figc, per il n.1 dello sport italiano “a livello di logica e buon senso è tutto molto curioso. Forse c’è un merito che viene riconosciuto: si è compattato il sistema. Se questo porta a soluzioni vincenti, che danno risposte alle tante istanze del mondo del calcio, ben venga. Se invece – ha concluso – tutto questo viene fatto più per un istinto di conservazione non è una buona cosa. È un’opinione molto diffusa”.

“Ci si aspetta delle risposte coraggiose e forti, come lo statuto della Lega Serie A impone, è stata fatta una scelta epocale, dopo mesi di combattimenti e discussioni si è voluto dare una governance terza, laica, però ci si è di nuovo arenati sui nomi. Questo succede solo in Italia”.