Prende corpo la riforma dei media vaticani. Gestione unitaria del flusso di news e tre marchi per superare la polverizzazione del passato: Vatican News, Vatican Media e Radio Vaticana Italia

“Il sistema dei media vaticani adotta un nuovo modello produttivo fondato sull’integrazione e la gestione unitaria, in piena sintonia con la riforma voluta da Papa Francesco”. Ad annunciarlo è la Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede all’indomani, riferisce Agensir, dell’illustrazione del progetto avvenuta nel corso della ventiduesima riunione del Consiglio dei cardinali da parte del prefetto Dario Edoardo Viganò.

 

“In nome di un maggiore ‘gioco di squadra’ per rispondere alle esigenze della missione della Chiesa a fronte delle sfide dell’ambiente digitale contemporaneo, il ripensamento sfocia in un’organizzazione del lavoro ex novo resa possibile anche grazie al vasto programma di formazione del personale attuato fin dall’istituzione del Dicastero”, si legge in un comunicato diffuso oggi dalla Sala Stampa vaticana.

“Una soluzione per valorizzare le professionalità interne che trae ispirazione dalle parole del Papa pronunciate nel discorso alla prima plenaria della Segreteria per la Comunicazione“. “Riforma – disse nell’occasione – non è ‘imbiancare’ un po’ le cose: riforma è dare un’altra forma alle cose, organizzarle in un altro modo”.

Il fulcro del sistema, riporta Agensir, frutto di un processo di consolidamento sul piano economico e tecnico, è rappresentato dal Centro editoriale multimediale: “una struttura unificata per la produzione quotidiana di qualsiasi tipologia di contenuto (audio, testi, video, grafica) in modalità multilingua e multicanale, che opera sotto la guida della Direzione Editoriale”, che è tenuta da mons. Viganò, e “in coordinamento con altri gruppi di supporto”.

 

Al suo interno confluiranno progressivamente circa 350 unità tra redattori e tecnici provenienti da tutte le 40 redazioni linguistiche e dalle 9 istituzioni che compongono la Segreteria per la Comunicazione: come ha riferito Greg Burke, il direttore della Sala stampa della Santa Sede, a partire dal 1° gennaio il percorso si completerà con l’accorpamento dell’Osservatore Romano, del Servizio Fotografico e della Tipografia Vaticana.

Si parte con un team di 70 persone ripartite in 6 divisioni linguistiche – italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese – e in 4 aree tematiche: Papa; Vaticano; Chiesa; Mondo. “La diffusione dei contenuti – si legge ancora nel comunicato – avviene secondo un approccio complementare ai media, definito nel suo complesso assieme ad Accenture Interactive, come ‘global experience agency’ che ha supportato la Segreteria per la Comunicazione nella definizione e nella realizzazione del nuovo ecosistema unificato. Tale approccio, tipico di ogni moderna media company, prevede l’impiego di ciascuna piattaforma tecnologica a disposizione”.

Tra queste figura anche il nuovo portale web che sarà on line a partire dai prossimi giorni all’indirizzo vaticannews.va nella sua versione beta in sostituzione dei siti internet a carattere informativo utilizzati in precedenza. Vatican News diventa anche il nuovo logo che rappresenta gran parte del sistema comunicativo, “nell’intento di semplificare l’immagine e di superare la polverizzazione dei marchi del passato”. Il brand identificherà anche i canali social: Twitter, Facebook e YouTube per ciascuna delle redazioni linguistiche ed Instagram, con un profilo comune a tutte le lingue.

La nuova immagine comprende anche il marchio Vatican Media che coincide con tutto ciò che riguarda la produzione multimediale, indipendentemente dal mezzo di trasmissione: dai documentari fino alle dirette radiofoniche e televisive delle cerimonie papali. A completare il quadro, c’è Radio Vaticana Italia: logo riferito ad una radio di flusso a livello nazionale disponibile in DAB +, digitale terrestre e FM nell’area romana che copre l’informazione vaticana e commenta l’attualità con gli occhi della Chiesa.

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