I commenti alla mossa di Facebook sulla contabilizzazione dei ricavi a livello locale. Per il presidente Iab Noseda un passo verso la trasparenza; per il Mef una scelta importante con effetti sulle tasse

“Pensiamo che questo sia un segnale altamente positivo per il settore dell’advertising digitale”. Così Carlo Noseda, presidente di IAB Italia, ha commentato la scelta di Facebook di modificare il suo sistema di vendita locale, iniziando dal 2018 a contabilizzare i ricavi pubblicitari non più solo nella sede internazionale di Dublino, ma direttamente nei diversi Paesi in cui ha dei suoi uffici. “La nostra associazione si impegna fortemente per la massima trasparenza del mercato su tutti i fronti: per quanto riguarda l’interazione reciproca tra utenti, editori online e brand investitori, sul tema della misurazione dell’audience e, non da ultimo, in ambito fiscale”, ha spiegato Noseda, esprimendo la sua soddisfazione. “Crediamo, infatti, che solo un contesto di competizione paritetica tra tutti gli attori del mercato – grandi e piccoli – possa far crescere ed evolvere il mercato della pubblicità online, con un conseguente beneficio per l’intera società”.

Carlo Noseda

Carlo Noseda

“Sappiamo bene che il digitale è una leva fondamentale per la crescita del nostro Paese: ogni euro investito in pubblicità online è in grado di generare un indotto di 25€ con effetti benefici sull’economia e sull’occupazione”.

Commenti sulla mossa del social sono arrivati anche dal mondo politico. Stando a quanto riporta l’agenzia Ansa, la Commissione Ue avrebbe appreso “con interesse” l’annuncio, accogliendo “con favore qualunque iniziativa che riporti il gettito fiscale più vicino possibile a dove viene generato il valore”, pur riservandosi di esaminare “tutti i dettagli prima di fare commenti sul caso specifico”. L’intenzione di Bruxelles resta comunque quella di continuare il suo lavoro “che già sta facendo effetto”, nel 2018, in particolare “con le proposte per assicurare una tassazione effettiva dell’economia digitale”.

Tornando in Italia, di una decisione “molto positiva” avrebbe parlato il Ministero del Tesoro.  Lo affermano fonti riprese dalle agenzie, nelle quali si sottolinea che “si tratta di un cambiamento importante che va nella direzione giusta: assicurare che i redditi siano dichiarati e tassati dove vengono prodotti. Siamo convinti che la decisione sia stata influenzata dagli sforzi compiuti in sede internazionale per porre fine ai fenomeni di elusione fiscale. L’Italia ha avuto e sta avendo un ruolo propulsivo sia in sede europea, che in sede Ocse-G20, ed ha posto il tema della tassazione dell’economia digitale in cima all’agenda delle riunioni del G7 di Bari”. “L’annuncio – avrebbe detto ancora il MeF – è dimostrazione che le riforme strutturali, quali il progetto Beps, necessitano di un tempo adeguato per essere valutate e produrre effetti concreti”.

“Bene Facebook che ha deciso di passare con una decisione globale ad una ‘struttura di vendita locale’, iniziando così a contabilizzare i ricavi pubblicitari nel Paese in cui li realizza. Auspico che questo accada per tutti i ricavi; è l’accettazione, nei fatti, del concetto di stabile organizzazione che, al tempo dell’economia digitale resta la strada maestra per garantire equità fiscale tra mondo online e offline”, ha invece commentato Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, intervenendo a Sky Tg24 Economia nella serata di ieri.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Al forum di Wpp Italia e TEH Ambrosetti tutto sui Millennials, la generazione che sta cambiando la società e la pubblicità

Malagò ancora contro il Governo: con quattro righe è stato ucciso il Coni

Il Wall Street Journal vara una task force contro fake news e video artefatti