Venerdì in programma l’assemblea di Mediaset per votare il cambio di governance. Assenti i francesi di Vivendi

Vivendi resterà in silenzio anche in occasione dell’assemblea straordinaria. Il gruppo francese, che già a giugno aveva disertato l’incontro annuale dei soci, non ha depositato azioni e venerdì, salvo sorprese dell’ultimo minuto, non si presenterà a Cologno. Mediaset vuole cambiare lo statuto per blindare il Cda, modificando le regole di nomina dello stesso Cda che finora permettevano un’ampia rappresentanza delle minoranze, dando invece ora più spazio all’azionista di controllo.

Questa volta – spiega l’agenzia Ansa – l’assenza dei francesi viene letta come un alleggerimento della tensione mentre proseguono gli incontri tra i legali per risolvere la crisi apertasi con la rottura dell’accordo per l’acquisto di Premium.

Vincent Bollore (foto Olycom)

Vincent Bollore (foto Olycom)

Nelle scorse settimane i proxy advisor hanno inviato le loro raccomandazioni di voto. Le indicazioni che i fondi hanno ricevuto è di votare contro il cambio di governance proposto da Fininvest, perché riduce la rappresentatività delle minoranze in Cda, con un impatto negativo sui loro diritti. A giugno il buyback fino al 10% del capitale che facendo scattare il meccanismo del cosiddetto “whitewash” rafforzava Fininvest (socio con oltre il 39%) era passato con il voto favorevole anche della quasi totalità degli azionisti di minoranza. Voce fuori dal coro era stato il fondo ‘attivista’ Amber (socio con il 2,5%) che aveva criticato la gestione del gruppo televisivo ingessata – a suo dire – da un “management inadeguato e troppo vecchio” per affrontare le sfide del digitale, giudicando troppo ‘caro’ un consiglio che “negli ultimi 4 anni e’ costato oltre 62 milioni di euro a fronte di risultati che a livello consolidato sono stati quantomeno deludenti.

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