La radio è in grande fermento, le locali scontano un’alta percellizzazione, il digitale è alle porte. Confindustria analizza il mercato radio (2015). Siddi: cruciale consolidare lo sviluppo

Confindustria Radio Televisioni ha pubblicato uno Studio Economico del settore radiofonico italiano. Lo Studio, giunto alla sua decima edizione si basa sull’analisi dei bilanci delle imprese commerciali focalizzandosi sull’anno 2015. Lo studio, interessante, profondo e utilissimo per capire i trend del comparto, ha il limite temporale di non essere riuscita a registrare alcuni importanti cambiamenti avvenuti negli ultimi due anni come l’acquisizione di Finelco da parte di Mediaset e il varo di Radiofreccia con la concessione comunitaria di Radio Padania.

La prefazione firmata dal Presidente di Confindustria Radio Televisioni.

I risultati evidenziano una crescita del 2,3% dei ricavi complessivi nel 2015. Ossia, la ripresa, già anticipata dai dati degli investimenti pubblicitari, è leggibile anche nei bilanci delle società che operano nel settore, soprattutto a livello nazionale, le radio locali presentano una realtà più differenziata. Ripresa dunque, che stimiamo si potrà consolidare nella lettura dei bilanci 2016. Il comparto locale sconta infatti ancora un’alta parcellizzazione che vede 263 aziende (sul campione di 394 monitorate) con ricavi medi pari a 89,000 euro annui e bassissima redditività, patrimonializzazione, ai limiti della sostenibilità. L’analisi restituisce la fotografia di un settore che esce dalla crisi, anche a livello locale. Che gode dei favori del pubblico e degli investitori pubblicitari. Un settore che sappiamo essere in grande fermento negli assetti organizzativi, commerciali e di mercato. Ma soprattutto un settore con grandi potenzialità, che potranno dispiegarsi, riteniamo, per una serie di concomitanti fattori abilitanti. Il momento è cruciale per consolidare tale successo.

Infatti la riforma complessiva del sistema radiotelevisivo locale partita dall’istituzione del “Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione” aumenta e stabilizza a partire dal 2016 le risorse complessive afferenti al settore radiofonico (e televisivo). Inoltre il nuovo Regolamento che disciplina i criteri di erogazione dei contributi statali ridisegna il sistema di erogazione dei contributi su base selettiva e premiale, auspichiamo possa favorire la ripresa dell’emittenza locale più sana e strutturata per fornire un servizio di comunicazione sul territorio. Il settore radiotelevisivo locale beneficerà, infine, di un’agevolazione fiscale fortemente voluta da Confindustria Radio Televisioni che prevede un sistema di incentivi per gli investimenti pubblicitari incrementali realizzati, tra l’altro, sulle emittenti televisive e radiofoniche locali. Tutte misure concepite per innescare un circolo virtuoso che possa alimentare la crescita di un’industria sostenibile e competitiva.

A livello tecnologico il futuro prossimo della radio è digitale: 3/4 degli italiani sono già raggiunti dal segnale DAB+, con una copertura concentrata nelle grandi città e dove scorrono le arterie autostradali più trafficate. L’offerta digitale, tra simulcast e nuovi marchi, conta circa 40 canali radiofonici nazionali, numero destinato a crescere rapidamente; anche la radiofonia locale è pronta, ma attende la pianificazione delle frequenze ad oggi limitata a 16 bacini su un totale di 39, di cui solo 9 assegnati e resta fuori dalla pianificazione quasi tutto il centro-nord, aree a maggiore valore commerciale, indispensabili per uno sviluppo generalizzato della nuova tecnologia.

Lo studio, analogo a quello relativo alle televisioni (l’ultima edizione, la 23esima, è stata pubblicata da CRTV nel Settembre scorso), si basa sull’analisi dei bilanci di tutte le radio nazionali e di un campione “congruo” di radio locali per cui sono reperibili i bilanci: a Settembre 2017, 394 aziende, pari al 73% delle radio commerciali, con bilancio pubblicato per l’anno 2015.

Di seguito la distribuzione di tale campione sul territorio.

Il campione – pur molto rappresentativo delle radio commerciali locali – è una parte di tutto il comparto locale che ricomprende in totale oltre 1000 imprese includendo le radio comunitarie

Per questo motivo CRTV da quest’anno produrrà anche una stima del totale mercato radiofonico locale e generale (nazionale e locale). Da tali stime il comparto locale è quantificabile nel 2015 con ricavi complessivi di 206,6 milioni di euro, di cui 178,3 (86%) sono rappresentati dalla raccolta pubblicitaria. Sommando il dato locale ai ricavi nazionali, certificati dalla analisi dei bilanci depositati nell’anno di riferimento (2015), si ricava che l’intero mercato è da CRTV stimato in 586,9 milioni di euro per il 2015. Il comparto locale rappresenta il 35% del valore dei ricavi totali e il 41% di quelli pubblicitari.

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