Nel primo semestre del 2017 aumentate del 21% le richieste da parte dei governi sui dati degli utenti di Facebook. Dall’Italia giunte oltre 2mila istanze

Crescono le richieste di dati da parte dei governi a Facebook sui suoi due miliardi di utenti. Secondo il ‘Transparency Report’ che la società redige due volte l’anno, nel primo semestre 2017 si è registrato un aumento del 21%, per un totale che ammonta a 78.890 contro le 64.279 del periodo precedente. In più, oltre la metà di queste istanze contiene un ordine di non divulgazione che proibisce al social network di notificare al titolare dell’account che è stato acceso un faro sulla sua posizione.

Sul totale, più di 32mila richieste arrivano dal governo Usa, mentre dall’Italia sono state oltre 2mila, di cui la maggior parte per procedimenti legali in corso. Facebook ha risposto al 60% dell’istanze provenienti dal nostro Paese. “Continuiamo ad esaminare attentamente ogni richiesta che riceviamo dalle autorità di tutto il mondo per accertarci che siano legalmente ammissibili – ha scritto Chris Sonderby di Facebook in un post ufficiale -. Se una richiesta ci appare carente o eccessivamente ampia la respingiamo e se necessario la combattiamo in tribunale”.

Mark Zuckerberg (Foto: Olycom)

Facebook rileva anche un sensibile aumento del numero delle richieste di restrizioni sui contenuti riguardanti la violazione di leggi locali, con una crescita del 304%. Questo massiccio picco di richieste è dovuto, spiega il social network, alle forze dell’ordine in Messico che hanno chiesto alla società di Zuckerberg di limitare la diffusione di un video raffigurante una sparatoria in una scuola a Monterrey.

Nel Transparency Report, Facebook segnala inoltre che ci sono state 52 interruzioni del servizio in nove paesi nel primo semestre del 2017, rispetto alle 43 interruzioni in 20 Paesi nella seconda metà del 2016. Un dato che preoccupa perché “l’interruzione dell’accesso al social può creare barriere alle persone che vogliono comunicare con amici e familiari”.

Oltre alle richieste di dati, per la prima volta Facebook ha monitorato le informazioni per quanto riguarda i dati sulle proprietà intellettuali, rivelando di aver ricevuto ben 224.464 segnalazioni sul copyright, 41.854 rapporti sui marchi e 14.279 rapporti sulla contraffazione.

La crescita delle richieste da parte dei governi è un trend costante, che interessa anche altre piattaforme tecnologiche come Google, Twitter e Apple.

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