20 dicembre 2017 | 11:30

Un libro di Italo Cucci racconta l’Inter dei Moratti: da Mariolino Corso a Ronaldo fino al Triplete. Massimo Moratti: non rileverò io le quote di Thohir

Matteo Rigamonti – Una raccolta di fotografie e aneddoti per una delle ultime e vincenti dinastie del calcio in Italia. ‘Moratti Inter. Album di famiglia’ di Italo Cucci (Edizioni Bertani&C) racconta l’Inter dei Moratti, dalla Grande Inter a quella di Ronaldo, fino al Triplete e all’Inter targata Suning. Già perché anche con il cambio di proprietà i Moratti non sono usciti di scena “e forse non usciranno mai”, ha ricordato l’autore alla presentazione dall’hotel Gallia di Milano. Carlotta Moratti, infatti, è presidentessa di Inter Campus, il soggetto attivo nel sociale in 29 Paesi del mondo, nel cui Cda siedono anche Angelomario e Giovanni. Sul palco, insieme a Cucci, oggi direttore editoriale di Italpress, Massimo Moratti, il direttore di Sky Sport 24 Matteo Marani, Tiziano Pantaleoni e Gianni Rigacci, rispettivamente amministratore e direttore operativo di Arti Grafiche De Pietri.

Da sinistra: Pantaleoni, Moratti, Marani, Cucci e Rigacci

“Essere interisti é un privilegio e uno deve ringraziare il Cielo di esserlo diventato”, ha detto il presidente del Triplete Massimo Moratti, ricordando i campioni più amati, dal pupillo di suo padre Mario Corso, presente in sala, ai suoi preferiti il “Chino” Recoba e Ronaldo, senza dimenticare giocatori come capitan Zanetti, Paul Ince, Zlatan Ibrahimovic e Mauro Icardi. Né gli allenatori: Herrera (“aveva il gioco più difficile da imitare”, Mourinho (“studiava gli avversari e dava sicurezza ai giocatori”), Spalletti (“l’ho sempre stimato anche da avversario”). “Mai avrei voluto che la mia Inter fosse una squadra noiosa e devo dire che non lo è mai stata”.

L’arrivo di Ronaldo in Italia, ha ricordato Marani, è stato qualcosa di irripetibile, “il più grande campione che l’Italia abbia mai avuto”, come se oggi qualcuno comprasse Messi. Un fatto che ha contribuito a portare una ventata di “internazionalità” nello sport più amato dagli italiani.

“È già difficile fare qualcosa in casa d’altri, figuratevi in casa di avversari”, ha scherzato Cucci, che di fede calcistica è rossoblu come il Bologna che all’Inter contese, e vinse, lo scudetto del 63-64, il settimo per i felsinei. “È vero, ho scritto un libro su mandato di un tifoso” (anche l’editore è interista), ha ammesso l’autore, “ma è stato bello tornare a fare il mestiere del cronista per raccontare una delle più affascinanti storie italiane di sport”.

L’opera è destinata a non rimanere isolata. I Pozzo, infatti, ha spiegato Pantaleoni, vorrebbero replicare il progetto con i colori dell’Udinese. Intanto, per chi vuole comprare il libro, il canale è Amazon, che ha l’esclusiva delle prime 2mila copie stampate. Anche se sono già diverse le librerie milanesi che hanno chiesto informazioni sulla prossima ristampa. Tutti i dettagli sul sito di Moratti Inter. Album di famiglia.

E mentre in sala il direttore dell’area tecnica di Suning, Walter Sabatini parlava di mercato con i cronisti, Moratti ha assicurato: “non sarò io a rilevare il 30% delle quote dell’Inter ancora in possesso di Erick Thohir. Penso che le venderà direttamente alla famiglia Zhang”.

Ecco chi c’era alla presentazione:

Massimo Moratti con Mariolino Corso

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La famiglia Moratti in prima fila e alle loro spalle il vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti, il direttore sportivo Piero Ausilio, Marco Branca (responsabile area tecnica dal 2003 al 2014), il ceo Alessandro Antonello e l’allenatore Luciano Spalletti

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Cucci e Moratti con Fabio Capello, per anni avversario dell’Inter sulla panchina di Milan, Roma e Juve, ora alla guida dello Jiangsu Suning, sotto la stessa proprietà dei nerazzurri

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Cucci, Antonello, Marani e Spalletti

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