A Mediaset i diritti dei Mondiali di calcio. Per la prima volta sulla tv commerciale in chiaro tutte le partite della Coppa del Mondo Fifa 2018 in Russia

Domani, nella sede di Cologno Monzese, Pier Silvio Berlusconi spiegherà alla stampa i dettagli di  una delle più importanti operazioni messe a punto dal gruppo sul fronte dei diritti tv. Mediaset ha infatti annunciato di essersi aggiudicata per la prima volta i diritti in esclusiva dei Mondiali di calcio Russia 2018 di cui offrirà tutti i match in chiaro sia in Italia sia in Spagna.

Tutte le 64 partite della Coppa del Mondo FIFA 2018 saranno visibili per la prima volta sulla tv commerciale italiana, spiega una nota del gruppo Mediaset che offrirà ai suoi telespettatori gratuitamente e in esclusiva l’evento sportivo più importante del 2018.
Oltre che in Italia, “Russia 2018” sarà visibile in diretta anche sulle reti spagnole del Gruppo Mediaset, primo e unico polo televisivo europeo di tv in chiaro.

A Mediaset festeggiano.

In Rai si preoccupano.

La nota UsigRai:  Sulla stampa nazionale si rincorrono voci rispetto all’acquisizione di diritti sportivi che meritano chiarezza da parte di Rai. A quanto si legge Rai non parteciperebbe al rialzo per l’acquisizione dei diritti del mondiale di calcio in Russia al momento nelle mani di Mediaset affermando che sono troppi 85 milioni senza gli azzurri e con un tetto pubblicitario che porterebbe una notevole perdita di bilancio. Si punterebbe sulla Champions League, senza la certezza di prevalere nella gara, partendo dal giusto presupposto che vi sono 4 squadre italiane. Si cederebbe però a Sky sulla Formula 1, che continua ad assicurare buoni ascolti alla Rai, per di più in un campionato che vede il ritorno in pista di un altro marchio storico italiano.

Il mondiale di calcio per la prima volta sarebbe fuori dalla Rai. Una decisione che reputiamo densa di rischi. Il primo è quello dell’erosione del ruolo di servizo pubblico con scelte che cominciano a sembrare frutto di una strategia mirata alla delegittimazione della Rai come patrimonio dei cittadini.

Ci chiediamo se vi sia consapevolezza di questo nei vertici aziendali e anche nell’azionista. Ci chiediamo e vi chiediamo se il ruolo del servizio pubblico possa essere esclusivamente quello di ragionare sui costi senza immaginare la propria funzione. Magari si potrebbe dire si al mondiale recuperando gli sprechi dovuti ad appalti esterni, al ruolo prevalente delle società esterne per produzioni che la Rai potrebbe gestire direttamente grazie alle professionalità che ha al proprio interno. I conti, ve lo assicuriamo, tornerebbero ugualmente e addirittura ci sarebbero ulteriori risorse per esercitare quel ruolo affidatoci dalla Convenzione di servizio pubblico. Infine, tra i rischi di queste valutazioni sui diritti che l’azienda sta facendo, ci chiediamo se in un quadro politico in via di definizione che purtroppo continua pesantemente ad influire su questa azienda, non si tenda a impostare delle scelte non sulla base degli interessi dei telespettatori ma su quelli dei competitor del settore. Forse qualcuno sta nuovamente respirando aria di RaiSet? Attendiamo risposte!

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