Juve-Toro senza cronaca. Sciopero dei giornalisti di Rai Sport contro la perdita dei Mondiali di calcio e forse della F1. La replica di Viale Mazzini: investiti nello sport 200 milioni di euro l’anno

Straordinario successo ieri sera per l’ultimo quarto di finale di Tim Cup tra Juventus e Torino trasmesso da Rai 1 in prima serata che ha vinto gli ascolti con oltre 6 milioni di spettatori. Esattamente sono stati 6 milioni 28 mila quelli che hanno seguito il derby di Torino con uno share del 23.00. Si tratta del programma piu’ visto della serata giornata. Su Rai2 buon risultato anche per il secondo capitolo di “Una notte al museo” che ha raggiunto 2 milioni 106 mila spettatori e uno share dell’8.22.

Grande audience raggiunta  nonostante l’incontro sia andato in onda sulla Rai senza telecronaca e commento. Una diretta ‘muta’ per lo sciopero dei giornalisti di Rai Sport. “Una protesta necessaria – spiega in un comunicato – per ribadire il diritto di voi cittadini che pagate il canone a poter assistere gratuitamente ai piu importanti eventi sportivi. Che, infatti, registrano sempre straordinari risultati di ascolto. La Rai invece non trasmetterà in diretta tv alcuni grandi appuntamenti, come i mondiali di calcio. È la prima volta che accade. Ed è a rischio anche la Formula1. Tutto a beneficio della concorrenza privata”.

La nota dei Giornalisti di Rai Sport  di ieri

“Oggi le giornaliste e i giornalisti di Rai Sport sono in sciopero.

Ci scusiamo per il disagio.

Ma è una protesta necessaria, per ribadire il diritto di voi cittadini che pagate il canone a poter assistere gratuitamente ai piu importanti eventi sportivi.

Che, infatti, registrano sempre straordinari risultati di ascolto.

La Rai invece non trasmetterà in diretta tv alcuni grandi appuntamenti, come i mondiali di calcio. È la prima volta che accade.

Ed è a rischio anche la Formula1. Tutto a beneficio della concorrenza privata.

L’azienda e il direttore di Rai Sport dunque fanno scelte di segno contrario, per di più spendendo soldi in costose collaborazioni e per acquistare prodotti da società esterne.

Noi vogliamo una Rai Servizio Pubblico che trasmetta più sport, con sempre maggiore qualità.

Riteniamo inaccettabile che ormai lo sport sia un privilegio dei pochi che possono permettersi un abbonamento alla pay tv.

Vogliamo che – grazie alla Rai – lo sport sia di tutti e per tutti.”

La replica aziendale

E’ vero, lo Sport è di tutti, ma sconcertante è proprio l’atteggiamento dei giornalisti di Rai Sport a difesa delle proprie rendite di posizione ignorando che la Rai investe sul prodotto Sport oltre 200 milioni di Euro l’anno.

Con l’eliminazione dell’Italia la Rai non poteva sostenere ulteriori e ingenti investimenti dettati da sole ragioni commerciali; non è un caso che altri servizi pubblici di importanti paesi europei, pur con le loro nazionali qualificate alla fase finale, non trasmetteranno le partite dei Mondiali di Russia.

Sorprende infine che, invece di valorizzare gli eventi di cui Rai detiene i diritti come la Coppa Italia, i giornalisti di Rai Sport abbiano deciso di privare i telespettatori del loro autorevole commento.

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