Abbassare il canone e allargare le esenzioni sarebbe utile e importante, dice Paolo Gentiloni. Bisogna difendere la Rai e tenersela stretta, ma è necessario che il servizio pubblico abbia una sua specificità

“Se riusciamo a far pagare di meno i cittadini per il servizio pubblico può essere anche una cosa positiva”. A dirlo il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che, ospite nella serata del 7 gennaio a ‘Che tempo che fa’, ha affrontato le proposte di Matteo Renzi  sul canone Rai. “Io ad esempio concentrerei il pagare di meno su alcune famiglie e fasce più disagiate: ci sono 150-200mila i nuclei esentati, si potrebbe allargare. Sarebbe utile e molto importante”, ha spiegato Gentiloni, citando una frase del cardinal Martini che aveva definito la televisione “un antidoto alla solitudine”.

“Un grande Paese europeo ha un grande servizio pubblico e noi tutto sommato ce l’abbiamo”, ha detto ancora. “Non sarà la Bbc, come diceva Arbore, ma forse dopo la Bbc la Rai è la tv pubblica più importante del mondo. Vorrei lo si capisse anche fuori dall’Italia”.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ospite di Fabio Fazio

“La Rai è un pezzo dell’Italia per gli italiani nel mondo, teniamocela stretta”. “In un mondo con mille canali”, ha rimarcato il premier, “farsi riconoscere richiede Bolle e Angela, sennò ti confondono nel mucchio e diventi una televisione come le altre”. “Bisogna difendere la Rai ma il servizio pubblico abbia una sua specificità”, ha concluso.

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