Santoro torna a Rai3. Da giovedì 11 gennaio in prima serata parte ‘M’, con quattro puntate sull’attualità. Possibili interviste separate con Renzi, Salvini e Di Maio

Natalia Lombardo – Michele Santoro ritorna al talk e su Rai3. O meglio, al racconto della realtà e dell’attualità narrando “quello che non dicono i tg”, senza però rinunciare alle parole visive della docufiction storica. Sotto la sigla ‘M’ da giovedì prossimo, in prima serata su Rai3, andranno in onda quattro puntate in diretta, dall’11 gennaio al 1 febbraio,
mentre a maggio ce ne saranno altre quattro dedicate esclusivamente al Caso Moro, una storia raccontata con il linguaggio della ‘pura fiction’ come furono le due trasmissioni su Hitler, esperimento sofisticato ma non premiato dagli ascolti.

E, a un mese dalle elezioni, il giornalista dovrebbe ospitare i tre leader degli schieramenti, che hanno dato la loro disponibilità: Matteo Renzi, Matteo Salvini e Lugi Di Maio, da intervistare nella stessa puntata, l’ultima, ma separatamente. Per pungolarli su un tema che per tutti è il cavallo di battaglia elettorale: le tasse e l’evasione fiscale. Purché niente gossip, “non darò la possibilità di fare battute”, ha detto il conduttore.

Michele Santoro (foto Agi)

Santoro quindi torna anche a Rai3 (“la mia casa, dove sono nato nell’importante stagione di Gugliemi e di Curzi”), con Roberto Saviano come “editorialista”, il ritorno delle vignette in diretta di Vauro (e la maschera Nazareno Renzoni), Andrea Rivera con blitz a sorpresa e una miniserie dei The Pills, Gianni Dragosei per il fact checking, Walter Molino e Guido Ruotolo (in previsione di un ritorno del gemello Sandro, da sempre braccio destro del conduttore). Il programma come sempre ora è prodotto “chiavi in mano” dalla Zerostudio’s, regista è sempre Alessandro Renna, la cura di Francesca De Sanctis e Giulia Sabella.

Le puntate, in diretta dagli studi Rai di Torino (elogiati da Santoro) sono tematiche: la prima sulle banche con il finanziere Bivona, la seconda sull’immigrazione con il ministro dell’Interno Minniti, la terza su Roma “sperando che venga la sindaca Raggi e l’ultima appunto sulle tasse”. All’affollata conferenza stampa a viale Mazzini, presente anche il direttore generale Mario Orfeo, il consigliere Rai Carlo Freccero ha criticato la limitazione delle puntate e la mancata serialità. Ma la scelta di ripartire dal talk è, per Santoro, un modo “per riprendere il filo con RaiTre”.

Nella foto, da sinistra: il dg Rai, Mario Orfeo; Michele Santoro; la presidente Rai Monica Maggioni e il direttore di Rai3, Stefano Coletta (foto Agi)

Quanto all’ipotesi dell’abolizione del canone, il giornalista condanna la “malattia del populismo” e sottolinea che “il servizio pubblico è decisivo di fronte ai tendenziali monopoli che si vanno prefigurando in Occidente” e deve la Rai deve “vivere in sicurezza per potersi ristrutturare” ma “la politica non rompa del scatole all’azienda”. Per nulla convinto che un ritorno di Berlusconi al governo sia “il male minore” (come hanno detto Scalfari e Bill Emmott dell’Economist), se dovesse scegliere tra il leader di Fi e quello dei 5 Stelle, Santoro fa capire che “anche non votare è una scelta”.

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