La politica non si fa con battute di 20 secondi, anche i servizi di cronaca influenzano gli elettori, dice Bruno Vespa alla Stampa. I social? Strumenti di propaganda che disorientano

“I Tg sono fonti decisive, in ogni caso, da che mondo è mondo, la politica non si fa marcando il territorio con una battuta da venti secondi. Si fa con la cronaca”. A dirlo Bruno Vespa, intervistato dalla Stampa, secondo cui “un pezzo forte sui rifiuti a Roma, diventa un pezzo politico”, e ha la possibilità di diventare “più devastante di qualsiasi dichiarazione a freddo”.  Secondo il conduttore di ‘Porta a porta’, l’orientamento politico deriva “contesto generale”, non “dalla bontà dei 15 secondi parlati. Nei talk vai nello specifico della politica e hai l’ospite nudo che si gioca la pelle”.

Bruno Vespa (foto Olycom)

Sul fatto che i social tra i ragazzi risultino essere una fonte di notizie anche politiche, Vespa è pessimista. “Male. Sono pericolosissimi, ci trovi un numero enorme di fake news, l’obiettività è scomparsa”, definendoli “strumenti di propaganda”, che “possono disorientare chi non ha le capacità per decriptare il messaggio”.

“I giornali sono un momento importante di approfondimento”, dice poi guardando alla situazione della carta stampata, riconoscendo una tendenza al cambiamento. “Basta con le paginate dedicate alla politica, non vanno più. Invece bisogna legarsi ai problemi della gente”, precisa. “Perché la politica è sangue e vita, è tasse, è pensioni, è livello di standard qualitativi. Così ci si riposiziona in questo senso”.

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