Le disposizioni della Commissione di Vigilanza sulla presenza dei politici nelle trasmissioni Rai e sulla par condicio (DOCUMENTI)

Ieri la Commissione di Vigilanza ha adottato le disposizioni (.pdf) a cui deve attenersi la Rai nelle programmazione radiotelevisiva della campagna elettorale in rispetto degli obblighi della Par condicio, la odiatissima legge del 28 febbraio 2000 che, stabilendo modalità e tempi delle presenze politiche, mette una camicia di forza ai palinsesti per un periodo di 45 giorni prima delle elezioni. Nessuno però riesce a cambiarla.
Non ci sono particolari novità da segnalare circa i comportamenti che deve seguire la Rai nel fare la comunicazione politica delle Tribune, i messaggi politici autogestiti, i notiziari e tutti i programmi informativi e non, in cui è prevista la presenza dei politici. Tali programmi informativi o non che la Rai ha elencato in una lista condivisa con la Vigilanza, pubblicata qui di seguito (.pdf), devono però essere obbligatoriamente ricondotti sotto la responsabilità di una testata giornalistica.

Così, quando un politico va da Fazio a ‘Che tempo che fa’ o da Vespa a ‘Porta a Porta’ i due programmi possono ospitarlo sotto il controllo del Tg1. E’ stato così sventata la mossa dei commissari pentastellati per vietare la presenza dei politici nelle due trasmissioni avvalendosi del fatto che i due conduttori svolgono prestazioni di natura artistica e non giornalistica. La verità è tutti i politici, senza eccezioni, amano andare nei salotti di Vespa e di Fazio dove sono trattati con garbo. Guarda caso proprio ieri sera a ‘Porta a Porta’ c’era Di Maio.

(foto Olycom)

La novità è invece che nella famosa lista dei programmi ‘sotto sorveglianza’ la Rai ha inserito anche il Festival di Sanremo per far salire sul palco limitatamente alla presenza sul palco dei politici e istituzioni locali legati alla Convenzione con il Comune di Sanremo. “I comici invece faranno i comici e la satira ci sarà come sempre. Non ci sarà nessun divieto” ha annunciato il direttore di Rai1 Angelo Teodoli alla conferenza stampa di presentazione del Festival di Sanremo.

Dichiarazione che ha subito scatenato il parlamentare Pd, Michele Anzaldi di tutt’altro avviso. “Sanremo non doveva entrare in par condicio. La Rai ce lo ha messo prima di prendere visione del Regolamento”, replicato sul suo profilo Facebook. “Se si applicano le regole ad una parte della trasmissione allora bisogna fare anche la satira con la par condicio”. La morale della favola, secondo Anzaldi, è che la Rai con questa mossa si sia incartata da sola.

Vedremo come andrà a finire in questa campagna elettorale, ma almeno ci dovrebbe essere risparmiato quel che avvenne nelle Politiche del 2010, quando furono sospese le trasmissioni dei talk show di tutte le reti.

– Leggi o scarica la delibera della Commissione di Vigilanza Rai (.pdf)
– Leggi o scarica l’elenco Rai, con le trasmissioni soggette a par condicio  (.pdf)

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