La scelta del nuovo vertice di Rai Pubblicità, ma anche le trattative per le partite di Champions e il nuovo contratto di Servizio. I temi sul tavolo del Cda Rai in programma oggi

Si discuterà sicuramente di par condicio, vista la Delibera approvata ieri dalla Commissione di Vigilanza con le disposizioni che la Rai dovrà adottare nel periodo elettorale, ma all’ordine del giorno del Cda, il primo del nuovo anno, che si terrà l’11 gennaio a viale Mazzini, ci sono già argomenti parecchio impegnativi quali lo stallo a Rai pubblicità, dopo l’uscita dell’ad Fabrizio Piscopo, il Contratto di servizio nella versione definitiva oltre che la trattativa con Sky sulla Champions League.

E’ chiaro che il direttore generale Mario Orfeo non può lasciare senza vertice Rai Pubblicità, la concessionaria che deve garantire le risorse pubblicitaria che per quanto calante (la società dovrebbe chiudere il 2017 con un fatturato intorno al 650 milioni in calo sul budget di previsione di 680) sono fondamentali per far quadrare il conto economico della televisione pubblica. Alla fine dell’anno l’amministratore delegato Fabrizio Piscopo ha scelto di utilizzare una finestra di uscite incentivate per lasciare una situazione diventata difficile da sopportare, per gli attacchi della concorrenza arrivata, nel caso di Mediaset a fare un esposto all’ Agcom sulla gestione delle tariffe di Rai Pubblicità, dove manca anche il direttore generale da quando Flussi, a giugno, è ritornato alla Rai come direttore del Personale.

Con le elezioni a meno di tre mesi, all’orizzonte un nuovo governo, e il rinnovo dei vertici di viale Mazzini all’inizio dell’estate con regole di governace tutte nuove, sembra difficile trovare un responsabile della concessionaria con uno stipendio bloccato a 240mila euro. Così sembra più plausibile una soluzione interna e il candidato più papabile sembra essere Antonio Marano, attuale presidente di Rai Pubblicità, che ha sempre premuto per avere ruoli operativi tanto da essersi ritagliato nella recente riorganizzazione della società deleghe sul digitale. Il cda potrebbe affidargli un incarico ad interim come amministratore delegato.

(foto Olycom)

Per quanto riguarda la Champions League, il Cda domani darà mandato al direttore generale di fare un’offerta a Sky per garantirsi a la partita settimanale in chiaro del più prestigioso torneo europeo questa volta più appetibile per la partecipazione di quattro squadre italiane. L’esito positivo della trattativa con Sky sarebbe molto concreto secondo le rassicurazioni date da Orfeo al Cdr di RaiSport nell’incontro che c’è stata il 28 dicembre scorso, dopo l’annuncio dell’acquisizione del Mondiale da parte di Mediaset.

Il Cda inoltre prenderà atto del Contratto di servizio 2018-2022 tra la Rai e il Governo, giunto alla tappa conclusiva frutto di un’ultima limatura fatta a quattro mani tra i tecnici di viale Mazzini e il ministero dello Sviluppo economico, dopo il via libera dato il 19 dicembre dalla commissione di Vigilanza, condizionato però da una lunga lista di emendamenti non vincolanti che solo in parte sono state recepiti.

Tra gli emendamenti cassati figura, per esempio, quello proposto dal democratico Francesco Verducci sul tema caldo di Euronews. La Vigilanza chiedeva alla Rai di fare chiarezza sul suo ruolo e i suoi progetti dentro quella che era nata per essere l’all news dei servizi pubblici europei che hanno invece visto ridurre drasticamente partecipazione e peso loro partecipazione dopo l’ingresso, a maggioranza nella proprietà, del magnate egiziano Naguib Sawiris e del gruppo americano Abc. La Vigilanza inoltre chiedeva alla Rai di valutare la possibilità di farsi carico dei 18 giornalisti italiani della redazione di Euronews – peraltro molto qualificati e da sempre legati a filo doppio a viale Mazzini – che rischiano di perdere il posto di lavoro dato che si aspetta una ristrutturazione completa del canale. La questione ha aperto una accesa polemica dentro la Rai al termine della quale azienda e governo non hanno accolto la richiesta.

La Vigilanza inoltre aveva votato un emendamento per rendere operativo la risoluzione di Michele Anzaldi in materia di conflitto di interessi degli agenti che non è stato recepito in quanto superato dal decreto Franceschini che all’art. 44-quinquies, comma 1d affida a Agcom il compito di regolamentare la spinosa materia per l’intero sistema.

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