Polemiche sulla telefonata Renzi-De Benedetti sul decreto Popolari

(Huffpost) È il 16 gennaio 2015, Carlo De Benedetti parla al telefono con Gianluca Bolengo, suo referente nella società Intermonte Sim spa che si occupa dei suoi investimenti. Il colloquio viene registrato così come previsto dalla normativa sulle intermediazioni finanziarie. La registrazione della telefonata — rimasta finora segreta — è allegata al fascicolo che la Procura di Roma ha trasmesso alla Commissione parlamentare banche. Quattro giorni dopo il Governo vara il decreto sulle Banche Popolari. L’Ingegnere riferisce di una conversazione con Matteo Renzi proprio sul provvedimento: “Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa”.

Il segretario del Pd commenta la conversazione, riportata sulle prime pagine di alcuni quotidiani in edicola oggi, in un’intervista concessa a Massimo Giannini su Radio Capital: “È il suo editore, non vedo perchè rivolge a me questa domanda, chieda a lui”, risponde Renzi al conduttore di Circo Massimo. Il segretario dem aggiunge che era nota l’intenzione del governo. “C’era persino un’agenzia fuori sul fatto che quella riforma si sarebbe fatta”.

Un portavoce di Carlo De Benedetti ricorda in una nota “che non vi è stato alcun abuso di informazione privilegiata” sul decreto per le Popolari. “L’approvazione della norma era ampiamente nota, al punto che Ubs aveva tenuto una conferenza stampa sul tema due settimane prima, presso la Borsa di Milano, consigliando di acquistare azioni delle banche Popolari. Del resto, anche la Procura di Roma, investita della vicenda, a giugno dello scorso anno ne ha chiesto l’archiviazione”.

A febbraio, la Consob apre un’indagine sui movimenti dei titoli delle Popolari. Tra le altre cose, acquisisce la registrazione della telefonata. Quindi accerta che la Intermonte sim, per conto della Romed (società di De Benedetti), compra titoli delle Popolari per 5 milioni realizzando una plusvalenza di 600 mila euro. La Consob archivia il procedimento, ma passa l’incartamento alla Procura di Roma che – scrive La Stampa – in primavera sente Renzi, De Benedetti e il vice direttore generale di Bankitalia. Nel giugno del 2016, la Procura di Roma presenta richiesta di archiviazione sul caso. In Procura, De Benedetti dichiara di non aver appreso, nei suoi colloqui, informazioni “price sensitive”, ma soltanto genericamente di un intervento sulle Popolari in un tempo indeterminato, per volontà del governo.

M5S insorge. “È uno scandalo sapere che il premier, allora Matteo Renzi, mentre stava per fare un decreto legge in 25 minuti che azzerava i risparmi dei risparmiatori, chiamava De Benedetti per dirgli che stava per fare il decreto legge e quello attacca, chiama i suoi e dice: stanno per fare il decreto legge, comprate le azioni” afferma il candidato premier Luigi Di Maio. “Se questo è il modello del Pd, di coloro che dovevano esser la sinistra, io quel modello lo combatterò con tutte le mie forze. Non vanno votati, quei signori al massimo possiamo mandarli all’opposizione ma io sarei per mandarli a casa”. Sul blog di Beppe Grillo, il Movimento 5 Stelle scrive: “Vi ricordate il celebre film E.T. di Steven Spielberg , con il simpatico extraterrestre che dichiara, ‘ET telefono casa’? Per Renzi, De Benedetti e tutto il Pd invece vale il messaggio tutto terrestre e in pieno conflitto d’interessi: ‘Pd telefono banche..’. Il Pd è un partito senza valori, ma con un prezzo: quello delle azioni bancarie”

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