Il regolamento per la par condicio? “Stravagante e offensivo” secondo il Movimento giornalisti liberi: dichiarare chi si vota lede un principio costituzionale. Lotti: si parla di opinioni, non di partiti. Salerno (La7): come fare per ottemperare alle richieste Agcom?

“Stravagante e soprattutto offensivo”. Così Paolo Pirovano, consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, e Pierfrancesco Gallizzi, consigliere nazionale della Fnsi e vicepresidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti, a nome del Movimento Giornalisti Liberi, definiscono il nuovo schema di regolamento per l’applicazione della par condicio varato dal Garante per le comunicazioni Agcom per la campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo.  “Il fatto che un giornalista debba dichiarare per chi vota lede un principio sancito dalla nostra Carta Costituzionale. Ma non solo, con il pretesto della par condicio – aggiungono Pirovano e Gallizzi -, l’Agcom vuole decidere gli argomenti da inserire nelle trasmissioni. Ci aspettiamo che anche i vertici degli organi della nostra categoria, prendano una posizione netta, senza ‘se’ e senza ‘ma’, di fronte a una delibera che di fatto limita la libertà di pensiero e la libera circolazione delle idee”.

“Leggiamo bene cosa dice l’Agcom”, ha dichiarato il ministro dello Sport, con delega all’editoria, Luca Lotti: “si parla di opinioni, non di partiti politici”. Secondo Lotti, “i giornalisti non hanno un colore politico definito, e quindi sono ovviamente sempre indipendenti e liberi di dire la propria opinione. Ed è giusto che sia così. Se c’è un giornalista che esprime un’opinione – ha concluso Lotti – ci deve essere anche un altro giornalista che ne esprime un’altra. Niente a che vedere con i partiti”.

“Quanto abbiamo letto nella direttiva dell’Agcom sulla par condicio nelle tv commerciali mi pare pura follia. Da giornalista professionista mi interesserebbe sapere cosa ne pensa l’ordine professionale del fatto che singoli giornalisti debbano essere etichettati secondo aree culturali”. A parlare così all’Adnkronos è il direttore di La7 Andrea Salerno.

“L’unico modo di ottemperare a quanto chiede l’Agcom”, prosegue Salerno, “sarebbe sondare preventivamente in quale area culturale si colloca l’opinione di questi giornalisti sui vari temi”. “Per il resto che il regolamento che ci è stato inviato da Agcom sia  complicato e in molte parti di difficile realizzazione ci sta e cercheremo di attuarlo nel miglior modo possibile. Ma un conto regolamentare quello che dicono i politici e un conto è regolamentare le opinioni di chi politico non è”, conclude Salerno.

Secondo Alessandro Sallusti, che ne ha scritto oggi sul Giornale, la legge sulla par condicio è la morte del giornalismo: i giornalisti che devono dichiarare la propria posizione è una cosa da ubriachi.

Duro anche Marco Travaglio, che all’Ansa dichiara: queste “authority, chiamate così per convenzione, sono delle protesi dei partiti”. “E’ dai tempi di Santoro che sento dire che la par condicio deve essere applicata ai giornalisti – prosegue Travaglio -. Per chi non viene dalla tv ma dalla carta stampata è ancora più astruso il concetto. Se faccio un editoriale non mi viene neanche in mente di mettere l’opinione contraria sul giornale”.

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