Stabilizzazione dei precari, ridefinizione della mission delle reti generaliste e piano news. L’agenda Rai per il 2018 dopo l’approvazione del contratto di servizio. L’incarico a Marano come ad di Rai Pubblicità apre la partita sulla concessionaria

Anna Rotili – Come previsto si è sciolto nel modo più semplice il nodo a Rai Pubblicità dopo le dimissioni di Fabrizio Piscopo con il conferimento ad Antonio Marano, attuale presidente della concessionaria, delle deleghe di amministratore delegato. Lo ha deciso il Cda Rai di ieri sottolineando che si tratta di un incarico a tempo, senza scadenza, ma che dovrà risolversi il più rapidamente possibile.

Ad avvalorare l’idea della supplenza la parallela decisione di dare mandato a un cacciatore di teste per aiutare nella selezione di un nome esterno. Ma è evidente che la partita è tutta aperta. Marano, leghista doc, che scalpitava per avere incarichi operativi, ha soddisfatto le sue ambizioni, mentre è chiaro che la partita sulla concessionaria, messa sotto tiro dai concorrenti (Mediaset ha presentato all’Agcom una serie di esposti per pratiche illecite agli affollamenti pubblicitari), sarà condizionata dal governo che si formerà dopo le urne.

Antonio Marano (foto Olycom)

Antonio Marano, presidente di Rai Pubblicità (foto Olycom)

L’atto più importante del Cda di ieri è stata l’approvazione del Contratto di servizio 2018-2022 che il governo e la Rai sono riusciti a portare a conclusione nei tempi previsti. La novità assoluta, secondo la consigliera Rita Borioni, è l’articolo 24 sul lavoro, con cui la Rai si impegna a fare un piano per la stabilizzazione dei precari. Inoltre si stabilisce di reistituire l’Ufficio studi, che non c’era più e che si focalizzerà sulla cultura e sui valori del servizio pubblico.

Rita Borioni

Molte le sfide impegnative che aspettano l’azienda, come quelle di fare entro sei mesi il piano industriale, il piano editoriale di ridefinizione della mission delle tre generaliste e rimodulazione del bouquet tematico, il discusso e mai attuato piano news, con eventuale riduzione delle testate, oltre che l’ambizioso progetto di un canale in lingua inglese.

Il progetto inglese è stato messo sotto l’ala della presidente Monica Maggioni che spinge da tempo per la sua realizzazione e guiderà il gruppo di lavoro per individuare obiettivi e fisionomia: non sarà un canale solo informativo ma ci sarà anche il racconto del Paese, come ha chiesto il premier Gentiloni intervistato da Fazio a ‘Che tempo che fa’.

Nella foto: Mario Orfeo e Monica Maggioni

Il dg Orfeo invece coordinerà direttamente i gruppi di lavoro per il progetto news e il piano editoriale, mentre il piano industriale sarà sotto la supervisione del cfo Giuseppe Pasciucco e del cto Stefano Ciccotti. I tempi sono molto stretti: con la presentazione del bilancio il Cda entrerà in ordinaria amministrazione ed è quindi tutto da vedere se per allora tutti i dossier saranno stati messi a punto. Orfeo ha comunque garantito una stretta interlocuzione con il consiglio che sarà continuamente aggiornato sullo stato di avanzamento dei lavori.

Per l’acquisizione dei diritti della Champions League, relativi solo al primo anno di gara del torneo europeo, dai vertici Rai filtra ottimismo. Ma le bocche sono cucite fino al termine della trattativa con Sky, alla stretta finale. Ed è ancora nella nebbia che cosa si deciderà per la Formula 1.

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