La norma sugli opinionisti vale per i format tematici, precisa Agcom sul regolamento per la par condicio. Fnsi e Odg: chiariti alcuni dubbi, ma i giornalisti andavano lasciati fuori

La norma sul contraddittorio tra opinionisti “fa riferimento al caso specifico di programmi extra tg il cui format venga focalizzato sull’approfondimento, esclusivo o prevalente, di un tema specifico”. A precisarlo l’Agcom, dopo le polemiche sulla regola prevista nel regolamento sulla par condicio, che ha provocato reazioni da varie parti, compreso l’intervento dell’Ordine dei giornalisti, d’intesa con Fnsi.

La disposizione, ha spiegato l’Authority, non si applica a “format diversi da quello nei quali gli esperti siano invitati in ragione del loro sostegno ad una tesi in un format tematico”, ma “fa riferimento al caso specifico di programmi extra tg il cui format venga focalizzato sull’approfondimento, esclusivo o prevalente, di un tema specifico, rilevante in merito alla posizione assunta, nei diversi programmi elettorali, dai soggetti politici in competizione”. “In questa particolare circostanza, si legge ancora nella nota di approfondimento, ove il format tematico della trasmissione preveda l’invito di esperti (opinionisti, giornalisti, testimonial e così via) a sostegno di una tesi, rispetto al tema specifico trattato, si richiede sia posta particolare attenzione anche ad altre posizioni che caratterizzano il dibattito politico-elettorale su quello specifico argomento, garantendo la verifica di dati e informazioni emersi dal confronto”.

Nella foto Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom; Carlo Verna, presidente Odg; e Raffaele Lorusso, segretario generale Fnsi

Secondo Agcom “si tratta di una disposizione, complementare a quelle che prevedono la parità di accesso dei soggetti politici, basata sulla tutela del diritto all’informazione da parte dei cittadini sui temi oggetto di confronto elettorale che è posto a fondamento della normativa. La disposizione è attuativa del generale principio di un “equilibrato contraddittorio” da osservare all’interno delle singole trasmissioni, come ribadito anche in passato dall’Autorità, facendo propria la maggiore specificazione adottata per la Rai. “Non rientrano, evidentemente, in questa casistica – precisa Agcom -, trasmissioni di approfondimento caratterizzate da format diversi da quello nei quali gli esperti siano invitati in ragione del loro sostegno ad una tesi in un format tematico”. Infine, l’Autorità fa presente che “la legge primaria vieta di ‘fornire, anche in forma indiretta, indicazioni di voto o manifestare le proprie preferenze di voto’ sottolineando in particolare che ‘i registi ed i conduttori sono altresì tenuti ad un comportamento corretto ed imparziale nella gestione del programma, così da non esercitare, anche in forma surrettizia, influenza sulle libere scelte degli elettori'”.

“Ringraziamo l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per la tempestiva precisazione che dirada alcuni dubbi”, Hanno commentato in una nota, il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, e il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. “Resta però il vizio genetico del regolamento che non avrebbe dovuto specificamente individuare il giornalista come un soggetto che sceglie a priori di sostenere una tesi essendo il giornalista tenuto per legge al rispetto della verità che può e deve anche dinamicamente percepire”.

– Leggi la delibera Agcom (.pdf)

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