Il parental control come lo conosciamo è uno strumento superato. Serve un ruolo attivo delle famiglie per proteggere i minori alle prese con la tecnologia, dove sono più esperti dei genitori. Il Libro bianco dell’Agcom

“I minori di oggi sono individui che godono di ampi tratti di autonomia nell’accesso ai sistemi di comunicazione e sono tecnologicamente esperti. Gli strumenti di protezione come la visione accompagnata da un adulto appaiono oggi superati, i nuovi sistemi di parental control, presuppongono un ruolo attivo delle famiglie, che si sono però rivelate – secondo le evidenze del Libro Bianco – spesso poco proattive o prive delle conoscenze tecniche necessarie per assolvere in pieno a tale compito”. È quanto afferma il Commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Antonio Martusciello, durante il suo intervento alla presentazione del Libro bianco media e minori, presso la Camera dei
Deputati.

 

”È necessario – continua Martusciello – immaginare una versione 4.0 dei sistemi di tutela, dove ad esempio il contenuto, qualificato come potenzialmente lesivo, possa essere tracciato attraverso un’impronta digitale, consentendo così l’applicazione di sistemi di filtraggio automatico degli stessi. Le tecnologie impiegate devono essere user friendly per agevolare un loro ampio utilizzo.”

”L’evidenza che emerge con forza dalla ricerca – conclude Martusciello – è quella di trovare nuove forme di tutela adatte ad un mondo dove i contenuti fluiscono liberamente su diverse reti e diversi device. In un contesto di mercati convergenti, la salvaguardia deve essere dunque estesa tanto ai contenuti che alle reti di trasmissione”.

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