Il piano B per i diritti tv della Serie A passa dal coinvolgimento della Spagna. Ma fino a venerdì la palla è nel campo delle pay italiane

Stefano Scacchi – La carta dell’intermediario indipendente. E’ questo il “piano B” sbandierato da Infront per tenere in piedi l’asta dei diritti tv dopo la seconda fumata nera sulla vendita del triennio 2018-2021. A giugno network e operatori web costrinsero Serie A e advisor a mandare a monte il bando rifacendone uno nuovo con criteri diversi. Ieri sono arrivati meno di 800 milioni di offerte per i cinque pacchetti per digitale, satellite, internet e diritti accessori. Circa 250 milioni in meno rispetto al traguardo prefissato di 1.05 miliardi di euro.

(foto Olycom)

Il primo tentativo è quello di colmare il gap con le trattative private con Sky, Mediaset, Tim, Perform e Italia Way (i cinque soggetti che hanno presentato buste nella sede della Lega in Via Rosellini) da qui all’assemblea di venerdì. Si negozia su tre pacchetti: B, D1 E D2 che rappresentano rispettivamente le partite sul digitale terrestre per otto squadre (tutte le grandi tranne la Roma) e tutte le gare delle altre dodici squadre indipendentemente dalla piattaforma. Non si parlerà invece di A e C – dirette delle solite otto squadre su satellite e internet – che sono gli unici due pacchetti ad avere raggiunto il minimo grazie alle offerte di Sky pari a 261 e 170 milioni.

Ma Infront sostiene di avere comunque una soluzione alternativa: la manifestazione di interesse di un operatore indipendente che attiverebbe la procedura del secondo bando in caso di mancato raggiungimento di una cifra considerata accettabile dai club dopo gli appuntamenti con gli operatori tv. E’ stata l’agenzia spagnola Mediapro a recapitare l’offerta per questa seconda procedura. Non si può ancora conoscere la somma esatta, ma si parla di una forchetta tra 900 e 990 milioni. Meno del miliardo e 50 milioni sperato, ma comunque più degli 800 milioni di ieri.

Con i 371 milioni dei diritti esteri già venduti e in attesa dei 30 da Coppa Italia s Supercoppa, si arriverebbe vicini a 1.4 miliardi complessivi, l’obiettivo dichiarato all’inizio. L’interesse di Mediapro si sposerebbe a un altro elemento targato Spagna: il corteggiamento di alcune società per il ruolo di ad della Serie A nei confronti di Javier Tebas, manager della Liga. Le Furie Rosse hanno contribuito ad eliminarci dal Mondiale. Adesso la Spagna potrebbe salvare conti e governance del nostro principale campionato. Ma fino a venerdì il pallone è ancora nel campo delle pay tv italiane.

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