Multa Antitrust da 50 mila euro a Whatsapp per inottemperanza degli obblighi informativi agli utenti

L’Antitrust ha sanzionato WhatsApp Inc. “per non aver dato esecuzione all’ordine di pubblicazione dell’estratto del provvedimento, emesso nei suoi confronti a maggio 2017, con il quale è stata accertata la vessatorietà di alcune clausole dei Termini di Utilizzo dell’applicazione WhatsApp Messenger”. In particolare, spiega una nota dell’Authority, WhatsApp, violando gli obblighi informativi nei riguardi dei consumatori previsti dalla legge, “ha consapevolmente omesso” la pubblicazione del documento citato nella homepage del proprio sito web e “la contestuale notifica in app, da inviare a tutti gli utenti WhatsApp italiani, contenente il link alla pubblicazione medesima”.

Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Antitrust (foto Olycom)

Le clausole, a suo tempo qualificate come vessatorie, riguardano, in particolare: la facoltà di modifiche unilaterali del contratto da parte della società, il diritto di recesso stabilito unicamente a vantaggio del professionista, le esclusioni e le limitazioni di responsabilità a suo favore, le interruzioni ingiustificate del servizio, la scelta del foro competente sulle controversie (ad oggi esclusivamente individuato presso tribunali americani).

La sanzione di 50.000 euro è pari al “massimo attualmente stabilito dalla normativa per l’inottemperanza ai provvedimenti di accertamento della vessatorietà”. “In particolare, l’Autorità ha tenuto conto non solo della rilevanza del professionista e del suo consapevole rifiuto a pubblicare l’estratto della decisione dell’Autorità, ma anche della circostanza che la pubblicazione è l’unico strumento che assiste l’accertamento della vessatorietà nella disciplina vigente, la quale, allo stato, non prevede l’imposizione di sanzioni amministrative pecuniarie al termine del procedimento amministrativo di accertamento della vessatorietà delle clausole contrattuali”.

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