Il ceo Luca Vergani presenta il nuovo board di Wavemaker. Si allarga l’orizzonte dei servizi: “Tech e contenuti nel bouquet, ma ci serve anche un direttore creativo”

“Make the future” lo slogan, operativa sotto le nuove insegne dal 9 di gennaio, per Wavemaker – la nuova agenzia media di GroupM nata dalla fusione tra Mec e Maxus (vedi articolo Prima Comunicazione dicembre) – inizia una nuova, stimolante fase storica.

Luca Vergani

Luca Vergani

Si tratta di mantenere il ruolo di agenzia media italiana ampiamente leader del mercato (billing 2017 vicino a 1,5 miliardi, crescita del fatturato intorno al 7-8%), e, soprattutto, di provare ad anticipare la concorrenza nell’adeguarsi alle nuove richieste espresse dai clienti. Il ceo della struttura, Luca Vergani ha presentato ufficialmente il logo, la filosofia della sigla, la squadra di vertice che lo supporta. Questo il nuovo board della struttura: il Chairman è Alessandro Villoresi; Julian Prat è il Chief Strategy Officer; Marco Magnaghi è il Chief Digital Officer; Francesco Riccadonna, Andrea Fabrizio e Massimo De Cesare i general manager; Alberto Negro il Chief Financial Officer e Laura Ruggeri la People & Culture Director.

Sempre più centrali, assieme alle attività tradizionali (che ancora rappresentano il 60% del business della struttura), sono divenuti i servizi nell’area dei contenuti e, sempre di più, poi, Wavemaker vuole competere – affrontando anche la concorrenza che arriva dai settori contigui – anche nell’area della tecnologia e della consulenza strategica. L’idea è quella di offrire servizi realmente ‘end to end’ ai clienti. “Non è la nostra priorità attuale, ma per fare fino in fondo questo compito – ha raccontato il ceo, Luca Vergani – dovremo prima o poi dotarci di una sorta di direttore creativo di nuova generazione, capace di fare la regia di tutte le esigenze del brand lato agenzia, da un punto di vista più alto e strategico. E poi certamente ci servirà – ha concluso – pure una figura dello stesso tipo, capace di fare un coordinamento complessivo, ma di natura più ‘produttiva’”.

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