Tre licenziamenti in Condé Nast. I giornalisti proclamano lo sciopero a oltranza

Conclusosi il periodo di contratto di solidarietà, Condè Nast ha licenziato tre giornaliste. A comunicarlo con una nota del 30 gennaio, i giornalisti del gruppo editoriale che, criticando la scelta dell’azienda, hanno dichiarato lo stato di agitazione, entrando “in sciopero a oltranza, fino alla revoca delle tre lettere di licenziamento e all’apertura di un tavolo di confronto”. La protesta della redazione ha ottenuto subito il sostegno da parte di Agl, che in una nota, ha parlato di “un’arroganza inusitata” dimostrata dall’editrice. “Questo sprezzante atteggiamento di Condé Nast va fermato da subito”, ha rincarato il sindacato lombardo, giudicando lo sciopero ad oltranza “una risposta dura ma necessaria”.

Ecco il testo del comunicato dei giornalisti Condè Nast:

Il 26 gennaio l’azienda ha convocato tre colleghe per annunciare loro il licenziamento ai sensi della legge Fornero. Questo è avvenuto nonostante mesi di trattative e incontri volti a gestire senza traumi la chiusura di 4 testate del gruppo, annunciata a luglio, mentre era in atto un contratto di solidarietà difensiva, appena conclusosi. I giornalisti della Condé Nast, riunitisi in assemblea, esprimono l’assoluta contrarietà alla risoluzione dei rapporti di lavoro, dichiarano lo stato di agitazione e entrano in sciopero a oltranza, fino alla revoca delle tre lettere di licenziamento e all’apertura di un tavolo di confronto con l’azienda e tutte le rappresentanze sindacali.

Chiedono contestualmente il ricollocamento delle colleghe in un’altra testata del gruppo.

L’azienda ha preso la sua decisione in modo unilaterale e senza che ci fosse stato l’incontro di verifica conclusiva della solidarietà, solidarietà che è costata moltissimo ai giornalisti in termini economici e di qualità del lavoro. Nei due anni in cui essa è stata in vigore, sono usciti dall’azienda 26 giornalisti, che si sommano ai 29 già usciti con quella precedente.

I giornalisti Condé Nast esprimono la propria preoccupazione sul fatto che, a oggi, l’unico piano di rilancio editoriale ipotizzato dall’azienda sia il taglio del personale e senza il ricorso agli ammortizzatori previsti per legge “per intervenire nei casi di reale sofferenza economica delle aziende”.

E ripropongono pubblicamente tre domande che da mesi non ottengono risposta:
1. Il nuovo corso aziendale consiste nell’accelerazione della crisi della carta e nella dismissione delle testate per andare verso una commistione sempre più forte con la pubblicità e fuori dalla deontologia giornalistica?
2. Come sono stati usati i soldi risparmiati grazie al contratto di solidarietà?
3. È possibile che tagliare posti di lavoro sia l’unica strada individuata per far quadrare i conti?

La nota Agl:

L’Associazione Lombarda dei Giornalisti è al fianco delle colleghe e dei colleghi Condé Nast da ieri in sciopero a oltranza dopo l’annunciato licenziamento individuale di 3 colleghe giunto al termine di un periodo di contratto di solidarietà.

«Condé Nast sta dimostrando un’arroganza inusitata, in puro stile multinazionale straniera. Ha gestito un periodo di difficoltà attraverso l’utilizzo di ammortizzatori sociali, ha dato il via a piani di incentivi per la fuoriuscita volontaria di giornalisti, ha chiuso testate giornalistiche, investe in situazioni di forte commistione pubblicità-informazione in barba alle regole deontologiche e, non paga di tutto ciò, licenzia senza battere ciglio tre giornaliste», dice il presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti, Paolo Perucchini.

«Questo sprezzante atteggiamento di Condé Nast va fermato da subito e lo sciopero ad oltranza messo in atto dai giornalisti del gruppo è una risposta dura ma necessaria», prosegue Perucchini.

L’Alg assicura che sarà al fianco delle colleghe e dei colleghi in questa battaglia di civiltà. «Chiameremo a sostegno in questo confronto i colleghi di tutte le testate lombarde e nazionali – conclude il presidente della Lombarda -. L’azienda faccia un passo indietro, revochi i licenziamenti e si renda disponibile per un serio confronto sindacale, mettendo sul tavolo della discussione investimenti sui prodotti editoriali veri».

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