Par Condicio: Agcom promuove i tg, ma critica gli approfondimenti. Nel mirino i talk ricondotti a Tg1, Tg3, Tg4 e TgLa7 e SkyTg24

Una “convergenza verso un sostanziale equilibrio tra i diversi soggetti politici nei telegiornali diffusi da tutte le testate”, ma anche “criticità” nei programmi di approfondimento informativo. E’ il risultato del monitoraggio della par condicio effettuato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella settimana 22-28 gennaio e nell’intero periodo della prima fase di campagna elettorale (29 dicembre 2017-28 gennaio 2018). L’Agcom richiama a un maggiore equilibrio i programmi ricondotti sotto Tg1, Tg3, TG4 e Tg La7 e “avverte” Sky Tg24.

 Il Consiglio dell’Agcom, spiega una nota dell’organismo di garanzia, “ha esaminato i dati di monitoraggio televisivo riferiti ai notiziari e ai programmi di approfondimento informativo diffusi nella settimana 22-28 gennaio 2018 e nell’intero periodo della prima fase di campagna elettorale (29 dicembre 2017-28 gennaio 2018). L’andamento delle diverse settimane, e cioè il dato aggregato dell’intero periodo, evidenzia una convergenza verso un sostanziale equilibrio tra i diversi soggetti politici nei telegiornali diffusi da tutte le testate. Tale risultato è anche riconducibile ai richiami di diversa natura che l’Autorità ha adottato la settimana scorsa. Quando sono stati pienamente rispettati, essi hanno contribuito a rientrare in una situazione di più chiaro rispetto del pluralismo”.

Angelo Marcello Cardani, presidente AgCom (foto Olycom)

“L’unica eccezione – spiega l’Autorità – riguarda Skytg24 e solo con riferimento al tempo di parola. Pur prendendo atto di uno sforzo di adeguazione da parte della testata nelle ultime due settimane (15/21 e 22/28 gennaio), l’esame dei dati dell’intero periodo fa emergere un generale riequilibrio ma incrinato dalla circostanza che Forza Italia resta comunque sottodimensionata e non è stato assicurato un completo bilanciamento in relazione ai tempi fruiti dal soggetto politico”. Quanto ai programmi di approfondimento informativo, l’Autorità “ha verificato il rispetto dei principi a tutela del pluralismo ‘tenuto conto anche del format e della periodicità di ciascun programma’ (art. 8 del regolamento), rilevando talune criticità. In particolare, dall’analisi dei dati dei programmi riconducibili alla responsabilità delle testate Tg1 e Tg3, relativi alla prima fase della campagna elettorale, è emerso che risultano sottostimati i tempi di parola di PD e FI (Tg1) e M5S e FI (Tg3). Quanto alla testata Tg4, il tempo di parola fruito nel periodo 29 dicembre 2017 – 28 gennaio 2018 dalla forza politica FI-PDL è sottostimato rispetto ai parametri adottati. Criticità simili affiorano anche nei programmi riconducibili alla testata TgLa7, dove sono stati rilevati alcuni squilibri che si colgono soltanto osservando singoli programmi. Si chiede pertanto di adottare una più equilibrata rotazione informativa delle forze politiche in tutti i programmi”.

Per questo “le società sono state richiamate ad assicurare nel prosieguo della campagna elettorale la più rigorosa e corretta applicazione dei principi a tutela del pluralismo informativo al fine di garantire un’alternanza delle presenze politiche in tutti i programmi presenti nelle diverse fasce orarie del palinsesto – conclude la nota – assicurando in tal modo una partecipazione equa, bilanciata e pluralistica dei diversi soggetti politici nell’intero periodo elettorale”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Milan: Paolo Scaroni nominato presidente. Sarà anche amministratore delegato ad interim

Rai, lunedì la ratifica del nuovo Cda. A seguire ad e presidente designati dal Consiglio dei ministri

Agcom, osservatorio media 1° trimestre: quotidiani in calo (-8,2%); tv maluccio Rai e Mediaset, cresce La7; boom social di Instagram