Commissariata la Figc. Scelto Fabbricini che dice: il Coni deve metterci la faccia. Malagò commissario della Lega Serie A

Roberto Fabbricini è stato nominato commissario della Figc. La decisione è stata ufficializzata oggi al termine della Giunta straordinaria del Coni. Billy Costacurta e Angelo Clarizia sono i due subcomissari della Figc che lo affiancheranno.

Giovanni Malagò

“Abbiamo la coscienza a posto”: così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in conferenza stampa, prima di annunciare la nomina di Roberto Fabbricini commissario straordinario della Figc. “Non sarebbe stato serio se io avessi cambiato i miei programmi, tra Olimpiadi imminenti, Cio e sponsor, per assumere questo incarico e rappresentare la giuste istanze del calcio”. Il commissariamento, ha fatto sapere Malagò, “durerà sei mesi e al momento non sappiamo se saranno sufficienti o dovremo prorogarli”.

“Ritengo che questa sia la strada migliore, quella giusta. Il criterio è chiaro – ha aggiunto – queste persone hanno un connotato, nessuno ha ruoli precedenti con la Figc. C’è una discontinuità con la governance e sui loro nomi la Giunta ha dato mandato pieno, condiviso e compatto”. “Dobbiamo evitare – ha concluso – che quando si concluda questo commissariamento, si possa rischiare di far ritrovare Figc in situazioni analoghe a questa”.

“Non nascondiamoci dietro un dito”, ha subito dichiarato il neocommissario Fabbricini, “il Coni deve metterci la faccia. Il mio primo atto ufficiale da commissario della Federcalcio sarà nominare Giovanni Malagò commissario della Lega di serie A”. “Domani andrò in Federcalcio – ha aggiunto – e come primo atto nominerò il commissario della Lega di Serie A. Ho chiesto a Malagò di farlo e domani farò questa delibera. Si avvarrà di due persone di capacità ed esperienza: Paolo Nicoletti e Bernardo Corradi”.

Roberto Fabbricini

“Come sarò accolto in Lega A? Penso che sarò accolto bene”, ha dichiarato Malagò, “non vedo il motivo per cui non debba accadere. Con la stragrande maggioranza di loro c’è un rapporto di amicizia, poi se questa situazione si concludesse in breve tempo ne sarei molto felice”.

“Hanno ragione – ha spiegato il presidente del Coni – quando dicono che quella è casa loro, ma se non sei in condizione di aprirla o chiuderla non ci posso fare niente”, ha detto riferendosi alle resistenze del mondo del calcio al commissario. “Ma quella è casa loro e deve tornare il più presto possibile ad essere casa loro. Al primo punto del mio programma cosa c’è? Devo capire quale sarà la situazione dei bandi per i diritti tv, poi c’è il problema dello Statuto e della governance che si è arenato su tutti i fronti. Penso che si debbano individuare le persone più adatte, ma conclusi diritti tv e governance il tema commissario è
chiuso”.

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