Google blocca le pubblicità spam

A partire dal 15 febbraio, Google comincerà a rilasciare una nuova versione del browser Chrome che bloccherà alcuni tipi di inserzioni online. Si tratta di un cambiamento che Mountain View definisce “user friendly” e che fa parte degli sforzi dell’intero settore per ridurre pubblicità spam e rendere le altre inserzioni più interessanti agli occhi degli utenti. Ma, a detta di alcuni esponenti del settore, porterebbe la stessa società – che con Chrome controlla circa il 60% del mercato dei browser da desktop e quasi tutto quello su Android – a decidere di fatto quali pubblicità verranno viste o no.

Sundar Pichai

Ad essere bloccate, nello specifico, saranno quelle pubblicità non ritenute conformi agli standard stabiliti dalla ‘Coalition for better ads’ – un gruppo di inserzionisti, editori e società del tech, del quale Google fa parte – come pop up o pubblicità autoplay, o, su mobile, quelle inserzioni che occupano più del 30% dello schermo. Ma, evidenziano i detrattori dell’iniziativa, l’azienda di Mountain View agisce nel proprio interesse lasciando intatti formati pubblicitari come gli annunci ‘pre-roll’, che spesso compaiono prima dei video su YouTube.

“Il web è un ecosistema composto da consumatori, produttori di contenuti, hosting provider, inserzionisti, web designer e molti altri. È importante lavorare per mantenere un equilibrio e, se non vengono controllati, le pubblicità possono far deragliare l’intero sistema”, ha spiegato Rahul Roy-Chowdhury, vice president di Chrome, in un post che spiega la novità.
“Molte persone hanno espresso la loro insofferenza verso le pubblicità installando gli adblocker”, ha evidenziato. “Ma il blocco di tutti gli annunci può danneggiare i siti o gli inserzionisti che non stanno facendo nulla di fastidioso”. “Filtrando le pubblicità, ha concluso, possiamo contribuire a mantenere integro l’intero ecosistema del Web e offrire agli utenti migliori esperienze”.

Google è uno dei colossi dell’industria dell’adv digitale e lo scorso anno ha generato 95 miliardi di ricavi pubblicitari.

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