Nasce il polo editoriale unico Gazzetta del Sud-Giornale di Sicilia. Gentiloni: grazie agli Ardizzone e ai Morgante

“La sfida non è per la sopravvivenza, ma per la qualità”. Lo ha detto il presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, intervenendo a Messina al convegno ‘Con le radici nella storia, scriviamo il futuro’, durante il quale è stato presentato al pubblico il nuovo progetto editoriale che vede insieme Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia con l’acquisizione della quota di maggioranza del Giornale di Sicilia da parte della Ses-Gazzetta del Sud.

Paolo Gentiloni

“Celebriamo oggi il fatto che due grandi editori hanno deciso di unire le forze e fare tesoro delle loro professionalità per andare avanti insieme”, ha detto Gentiloni. “Dobbiamo dir loro grazie. Decisione di cui tutto il Paese deve essere grato. Grazie agli Ardizzone e ai Morgante, guardiamo a voi con ottimismo e gratitudine”.

Ai profeti di sventura il presidente del Consiglio ha risposto citando Mark Twain: “se io fossi un giornale – ha detto – la notizia della mia morte, francamente, mi sembrerebbe un’esagerazione”. E ha aggiunto: “ci sono diverse esperienze internazionali che ci dicono che gradualmente stiamo arrivando a modelli di business vincenti e sono convinto che gli editori italiani con la loro fantasia ci riusciranno”.

Parlando “da ex ministro delle comunicazioni e da appassionato di queste materie”, Gentiloni ha ricordato come l’Italia sia passata, “nel volgere di sessant’anni, dalla scarsità di informazioni per ragioni economiche, sociali e politiche alla possibilità per le masse di avere accesso” alle notizie su larga scala. Fino ad oggi dove addirittura c’è “sovrabbondanza”.

Secondo Gentiloni è vero che “le difficoltà non mancano”, i modelli di business spesso “faticano a stare al passo coi tempi” e “c’è la prepotenza dei colossi” del web. Ma occorre, ha aggiunto, saper “utilizzare al meglio questa massa di informazioni”.

“La nostra battaglia”, ha detto Lino Morgante, ad di Ses, “è sull’informazione locale, raccontando il territorio. I giganti del web quotano in borsa 4 mila miliardi di euro e uno snodo importante è la tutela del diritto d’autore. Dobbiamo abituare la gente al fatto che la qualità va pagata. Il gratis è un progetto rischioso”.

Morgante ha spiegato che “i due giornali saranno gemelli diversi, ognuno con le proprie peculiarità: siamo usciti da una crisi importante durata dieci anni. Abbiamo deciso di razionalizzare le risorse per garantire un’informazione buona, eccellente e di ottima fattura. Ma c’è un problema importante, una concorrenza esagerata della rete, una sorta di oligopolio. Il problema delle risorse c’è e resterà – ha aggiunto -: Facebook e Google gestiscono il 75% del mercato pubblicitario mondiale, è un problema. Questo oligopolio è in conflitto con il concetto di pluralismo e di democrazia. Le nostre realtà si dovranno sempre più confrontare con questo, credo che servirebbe una maggiore tutela del diritto d’autore”.

“Veniamo da un periodo estremamente pesante per l’editoria, un ciclo decennale con ricavi generali in flessione di oltre il 50%, con una riduzione della diffusione del 40% e con un crollo della raccolta pubblicitaria del 60%. Il contesto è di grande problematicità”. A ricordarlo il presidente della Fieg, Maurizio Costa. “La ragione è legata certamente al ciclo economico, discesa dei consumi e della pubblicità – ha aggiunto Costa – ma c’è anche l’elemento della trasformazione radicale del settore, con l’ingresso dei grandi player, come Google e Facebook, che hanno inciso sia sui dati di diffusione dei contenuti sia su quelli della raccolta pubblicitaria”.

Qui il video dell’incontro:

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