Istruttoria Antitrust nei confronti di operatori tlc e associazioni di categoria sugli aumenti in bolletta

L’Antitrust ha deliberato l’avvio di un procedimento istruttorio nei confronti di Tim, Vodafone, Fastweb, Wind Tre e dell’associazione di categoria Assotelecomunicazioni-Asstel per accertare se abbiano coordinato la propria strategia commerciale portando la fatturazione su base mensile con “pressoché identiche modalità”, annunciando cioè “quasi contestualmente” di “voler attuare di conseguenza una variazione in aumento del canone mensile per distribuire la spesa annuale complessiva su 12 mesi, anziché 13”.

L’obiettivo, come si legge in una nota del 15 febbraio, è “accertare se tali imprese”, anche tramite Asstel, “abbiano coordinato la propria strategia commerciale connessa alla cadenza dei rinnovi e alla fatturazione delle offerte sui mercati dei servizi al dettaglio di telecomunicazione elettronica fissi e mobili, a seguito dell’introduzione dei nuovi obblighi regolamentari e normativi”.

Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Agcm (foto Olycom)

Secondo l’ipotesi istruttoria, il coordinamento “è sfociato da ultimo nell’adozione di pressoché identiche modalità di attuazione dell’obbligo per gli operatori di servizi di comunicazione elettronica di prevedere per i contratti stipulati una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione dei servizi su base mensile o di multipli del mese”.

Fastweb, Tim, Vodafone e Wind Tre hanno, infatti, sottolinea ancora l’Autorità, “comunicato quasi contestualmente ai propri clienti che, in ottemperanza al suddetto obbligo, la fatturazione delle offerte e dei servizi sarebbe stata effettuata su base mensile e non più di quattro settimane e di voler attuare di conseguenza una variazione in aumento del canone mensile per distribuire la spesa annuale complessiva su 12 mesi, anziché 13”.

Il supposto coordinamento tra Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre sarebbe “finalizzato a preservare l’aumento dei prezzi delle tariffe determinato dalla iniziale modifica della periodicità del rinnovo delle offerte (da mensile a quattro settimane), e a restringere al contempo la possibilità dei clienti-consumatori di beneficiare del corretto confronto concorrenziale tra operatori in sede di esercizio del diritto di recesso. Per raggiungere tale finalità, i quattro operatori avrebbero concertato la variazione delle condizioni contrattuali comunicate ai propri clienti in ottemperanza agli obblighi normativi”.

Il provvedimento di avvio dell’istruttoria, inoltre, non esclude la possibilità che l’intesa tra gli operatori telefonici abbia una durata e una portata più ampia e risalga all’introduzione stessa della cadenza delle quattro settimane dei rinnovi e all’incremento del prezzo unitario delle prestazioni offerte che ne è conseguito. Nella giornata di oggi, i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi delle società interessate e presso l’associazione di categoria, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Il procedimento si concluderà entro il 31 marzo 2019.

La replica degli operatori coinvolti:

Tim “ribadisce di aver sempre operato nel rispetto della normativa vigente garantendo la piena collaborazione a tutte le Autorità di settore e la massima trasparenza ai propri clienti”. E’ quanto si legge in una nota della telco sull’istruttoria dell’Antitrust. Tim esclude “categoricamente che ci sia stato qualsiasi coordinamento della propria strategia commerciale con altri operatori anche in merito alle modalità e alle tempistiche di ottemperanza alla legge che impone a tutto il mercato di adottare, entro il 5 aprile 2018, la cadenza di fatturazione mensile”.

Wind Tre, nel corso dell’ispezione odierna disposta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), ha fornito, con la massima collaborazione, tutte le informazioni richieste. L’azienda conferma di aver pienamente rispettato le disposizioni di legge e di essere estranea a qualunque pratica anticoncorrenziale”. Lo precisa in una nota il gruppo telefonico.

Vodafone “è convinta della correttezza del proprio operato e sta collaborando attivamente con l’Autorità”. Lo afferma all’Ansa un portavoce del gruppo telefonico dopo l’apertura dell’istruttoria da parte dell’Antitrust.

Fastweb ribadisce la sua totale estraneità a qualunque ipotesi di pratica collusiva e conferma di essersi adeguata a quanto previsto dalle disposizioni di legge”. Lo comunica l’operatore di tlc, assicurando che “collaborerà, come ha sempre fatto, con l’Autorità”, alla quale ha “fornito tutte le informazioni richieste”. “In merito all’introduzione della fatturazione a 4 settimane – si legge nella nota – Fastweb rileva in ogni caso come AGCOM avesse segnalato ad AGCM già nel 2015 una possibile intesa tra i principali operatori – TIM, Vodafone e WIND – che nel giro di poche settimane avevano introdotto gli stessi aumenti e con le stesse modalità. L’AGCM all’epoca non rilevò alcuna criticità. Come comunicato alla stessa AGCM a febbraio 2017, Fastweb si è trovata a doversi adeguare, due anni dopo, a quello che era diventato ormai uno standard di mercato, anche alla luce del sostanziale assenso da parte delle Autorità competenti alle manovre degli altri operatori”.

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