Classifica e trend dei siti di news più seguiti a dicembre (TABELLA)

In dicembre la classifica dell’nformazione online stilata da Prima sulla base dei dati di Audiweb Database non mostra grandi novità nelle prime dieci posizioni, se consideriamo l’audience complessiva. I primi sei classificati sono gli stessi di novembre, cioè nell’ordine: La Repubblica, TgCom24, il Corriere della Sera, Il Messaggero, La Gazzetta dello Sport e La Stampa. Al settimo posto si piazza Citynews, superando Donna Moderna, che scende all’ottavo. Seguono Tiscali e l’Ansa che si confermano in nona e decima posizione.

Notevolmente diversa, invece, la classifica dell’audience organica, quella cioè che non tiene conto degli accordi commerciali che alcuni brand stipulano con altri per accrescere il proprio peso in termini numerici. Chi non ricorre a questo espediente (o l’utilizza in misura minore rispetto a altri) guadagna posizioni: La Gazzetta dello Sport sale dal quinto al quarto posto, Citynews dall’ottavo al quinto; Tiscali dal nono al settimo. Al contrario chi fa ampio ricorso alle TAL (Traffic Agreement Letters) viene penalizzato nella classifica dell’audience organica: Il Messaggero scende dalla quarta all’ottava posizione, Donna Moderna dalla settima alla nona.

Tornando all’audience complessiva, nel confronto con il mese precedente solo sette siti mostrano un risultato positivo e tre di questi sono femminili: la new entry Donna Glamour, edita da Delta Picture (+42%), Vanityfair.it di Condé Nast (+18%) e Donna Moderna di Mondadori (+2%); crescono anche SkySport HD, Oggi, Fanpage e Tiscali. Tutti gli altri brand vedono calare i propri utenti unici nel giorno medio. I cali più vistosi sono quelli di Grazia.it (-46%), Il Tempo (-44%), Pmi.it (-36%) e Milano Finanza (-34%).

Questo calo generalizzato dipende dal fatto che durante le festività natalizie molte attività chiudono e molte persone vanno in ferie, con il conseguente crollo del traffico dai posti di lavoro.

Nel confronto con l’anno precedente si nota un calo quasi generalizzato dei grandi giornali online, dovuto probabilmente al fatto che il dicembre 2016 è stato un mese particolarmente caldo per l’informazione, con una serie di eventi che hanno fatto impennare le visite ai siti di news: il referendum costituzionale del 4 dicembre, seguito dalle dimissioni del governo Renzi e dalla nascita del nuovo governo, presieduto da Paolo Gentiloni. Inoltre a Berlino il 19 dicembre 2016 c’è stato l’attentato terroristico nel mercatino di Natale che ha provocato la morte di 19 persone.
Al contrario nel dicembre 2017 non ci sono state notizie altrettanto eclatanti, salvo forse le elezioni in Catalogna. Si spiega forse così il calo del 26% per Repubblica.it e IlFattoQuotidiano.it, dell’11% per Corriere.it, LaStampa.it e Tiscali, del 9% per l’Ansa e così via.
In controtendenza TgCom24 (+23%), Leggo (+71%) e Il Tempo, che ha addirittura triplicato i suoi utenti unici, passando da 18mila a 57mila nel giorno medio (+207%).

Nella valutazione di questi dati bisogna tenere conto, oltre alle TAL, di cui abbiamo già parlato, anche dei cambiamenti di perimetro dei brand per effetto sia di cessioni e acquisizioni sia di spostamenti di siti o canali all’interno di uno stesso gruppo. Nel dicembre 2017, ad esempio, L’Espresso che prima era un brand a sé, è diventato un canale di Repubblica. Cambiamenti analoghi di perimetro hanno interessato anche TgCom24, Donna Moderna, PianetaDonna e altri siti, che quindi hanno visto crescere o diminuire la propria audience rispetto a un anno fa.

Infine bisogna considerare, come più volte detto, che Audiweb Database finora non tiene conto dei contenuti editoriali fruiti all’interno delle applicazione mobili dei social network, molto rilevanti per alcuni brand. Solo quando saranno diffusi i dati della nuova Audiweb 2.0, relativi a gennaio, si potrà quantificare in modo corretto anche questo tipo di traffico.

Concludiamo segnalando alcuni dati generali utili per inquadrare il comportamento e gli interessi degli italiani su Internet, sempre di fonte Audiweb. In dicembre gli utenti unici totali sono stati 33,9 milioni, cioè il 61,7% della popolazione dai 2 anni in su. In media ognuno si è collegato alla rete per 50 ore e 53 minuti al mese, ovvero per 2 ore e un quarto a persona nel giorno medio. Per fare cosa? Il 93% degli utenti ha effettuato ricerche online, dedicando a questa attività 2 ore e 18 minuti al mese; l’86% ha frequentato i portali generalisti (per 57 minuti al mese); l’84% i social network (per 13 ore e 11 minuti); l’82% i siti sui video online (per 2 ore e 53 minuti).

Circa 20 milioni 700mila italiani (il 61% degli utenti di Internet) ha dedicato il proprio tempo online (53 minuti al mese in media) alla lettura dei giornali e degli altri siti di informazione.

Claudio Cazzola – cazzola@primaonline.it

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