Anes apre la Csst Web Auditing ai siti non editoriali

Novità in arrivo per il web auditing della Csst (Certificazione Editoria Specializzata e Tecnica)  di Anes – Associazione nazionale dell’editoria di settore. Il servizio di certificazione della tiratura cartacea della stampa specializzata quest’anno apre infatti ai siti non strettamente editoriali e ad aziende non associate Anes.

A spiegare la novità è Carlo Latorre, il presidente della sezione Csst.

Carlo Latorre Csst Anes

Carlo Latorre

Quali sono gli obiettivi che vi siete posti con l’ampliamento del bacino di utenza rispetto a quello storico dell’editoria di settore?
«Nella certificazione della carta stampata, Csst è un marchio noto tra centri media e utenti pubblicitari, ma lo è meno nel mondo digital. Un primo obiettivo è quello di amplificare la notorietà di Web Auditing uscendo dall’ambito ristretto dell’editoria, per accrescerne la riconoscibilità. In questo senso, l’ombrello CSST aiuta. Un secondo aspetto, forse più importante, riguarda le sinergie che possono nascere dal confronto tra editori e fornitori di servizi online, dato che nell’ecosistema digitale le differenze sono più sfumate e si aprono interessanti possibilità di ibridazione.»

L’apertura del servizio a prodotti non editoriali comporterà una modifica dell’iter certificativo?
«No, i dati di traffico sono gli stessi, indipendentemente dalla natura del sito internet, e la verifica da parte della società di revisione non cambia. L’allargamento del target, ci ha però spronato ad ampliare l’ambito della certificazione. Ai dati di traffico rilevati fino ad oggi, che restano obbligatori (utenti unici, visite, pagine visitate e durata della visita), aggiungeremo alcuni parametri facoltativi, sempre rilevati attraverso Analytics, che serviranno a mettere meglio a fuoco le performance dei siti certificati. La Commissione Csst sta lavorando in questi giorni proprio alla definizione del bouquet di parametri entro il quale si potrà scegliere.»

A suo avviso, in un mercato quale quello della comunicazione, caratterizzato da grande accelerazione e cambiamento nei servizi offerti, in che misura Csst Web Auditing può costituire un plus per le aziende che decideranno di acquistarne il servizio?
«Poter fornire agli inserzionisti o al pubblico dati di traffico certificati, in un contesto digital complesso – per non dire caotico – come quello attuale, è senz’altro un valore aggiunto. Se cerco sponsor, inserzionisti, partner tecnologici o commerciali, mettere sul tavolo una certificazione può fare la differenza, perché non sempre è sufficiente la dichiarazione del venditore. Ma presentare dati verificati da una parte terza è anche una dichiarazione di trasparenza, della volontà di instaurare un rapporto commerciale su basi concrete e non su numeri più o meno realistici.»

Da un punto di vista economico com’è strutturata l’offerta?
«Abbiamo cercato di semplificare il più possibile il listino e adattarlo ad ogni esigenza: per certificare un sito internet sono sufficienti 999 euro per dodici mesi se il fatturato è inferiore a 300mila euro o se l’azienda è una start-up. Per aziende di maggiori dimensioni, la tariffa sale a 1.880 euro l’anno. Si tratta di una quota che comprende tutto, anche il compenso per la società di revisione convenzionata Csst.»

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