Benet: con Mediapro si pagherà meno. Negoziamo con tutti

“Non lasceremo né Sky né nessun altro fuori dalla distribuzione del calcio”. A dirlo, Taxto Benet, fondatore della spagnola Mediapro, l’intermediario spagnolo che a inizio mese si è aggiudicato i diritti della Serie A. “Negozieremo con tutti”, ha spiegato in un’intervista a Repubblica, sottolineando come “il prezzo per gli abbonati scenderà: ci sarà una diffusione universale a un prezzo differente da quello di oggi”.

L’idea di Mediapro è quella di “vendere a tutte le piattaforme disponibili e allo stesso prezzo per tutti, con una percentuale sugli ascolti”, replicando il modello adottato in Spagna dove “il canale della Liga è in realtà beIN Sports, interamente nostro. Il canale detiene le 8 migliori partite della Liga. E le trasmette su Movistar, su Vodafone, su Orange, sugli Ott”.

Nella foto, Taxto Benet, con a sinistra il presidente Mediapro Jaume Roures (Foto Ansa/Paolo Cappelleri)

Spiegando le motivazioni che hanno spinto la società a mettere gli occhi sul calcio italiano, Benet ha detto: “Abbiamo fatto un’analisi sull’evoluzione dei diritti della Serie A, domestici e esteri, e abbiamo notato che il valore è congelato da anni, mentre in tutti i campionati d’Europa, Francia, Spagna, Germania, di valore simile o addirittura inferiore, il prezzo dei diritti è aumentato tantissimo. Abbiamo visto l’opportunità di portare in Italia il nostro modello”. “La formula dell’asta non generava molta concorrenza”, harimarcato. “”In un posto in cui lavorano operatori che si sentono a proprio agio, è difficile che si possa crescere”.

Benet ha affrontato anche la questione legata alla nascita di un canale della Lega calcio. “Noi crediamo che con un canale che distribuisca tutto il calcio italiano, Serie A e Serie B, i club incasserebbero più soldi. E sarebbe molto più vantaggioso sotto tanti altri aspetti anche per il futuro della Lega”. “Discuteremo questa possibilità con le società, ma se alla fine loro o non so chi altro decidessero che il canale non si fa, noi siamo pronti a usufruire dei diritti nel modo in cui ce li siamo aggiudicati, come intermediario indipendente”.

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