Diritti tv del calcio: giornate decisive, Agcm chiede spiegazioni a Mediapro

Emanuele Bruno – Giornate decisive per il sistema calcio, ma anche per quello televisivo. Oggi (mercoledì 21 febbraio) molti punti nodali sul futuro dei diritti tv del calcio dovrebbero essere chiariti. Per lo meno ai membri dell’Agcm che potranno leggere le risposte ai severi quesiti che la stessa autorità antitrust aveva inviato alcuni giorni fa a Mediapro, una volta divenuto chiaro che era stata la società spagnola ad avere avuto la preferenza della Lega Calcio nella gara per l’assegnazione dei diritti della Serie A. Corretto parlare di assegnazione, piuttosto che di vera e propria aggiudicazione. Si potrà infatti parlare della società controllata da Imagina Media Audiovisual (la cui maggioranza è stata appena rilevata dai cinesi Orient Hontai), come reale aggiudicataria dell’asta solo quando saranno concluse le verifiche di Agcm e Agcom e gli spagnoli – accettati gli eventuali rilievi dei due organismi istituzionali – metteranno sul tavolo anche un aperitivo dei 1.050 miliardi e passa promessi ai presidenti dei club.

Allianz Stadium (foto Ansa)

Allianz Stadium (foto Ansa)

La richiesta di chiarimento della prima delle due authority citate è di venerdì scorso, e contiene una serie di domande ‘critiche’. Le risposte – se arriveranno come previsto entro oggi – dovrebbero spazzare via gli elementi di possibile ambiguità che ancora permangono sui piani degli spagnoli e sull’esito della vicenda. L’Agcm chiede innanzitutto a Mediapro una descrizione profonda e puntuale della propria struttura proprietaria, domandando di elencare i rapporti con eventuali altre società di comunicazione. Quello che si vuole appurare è che la qualifica di ‘broker indipendente’ sia appropriata. Si pretende poi una descrizione delle attività che verranno svolte da Mediapro, aggiungendo di esplicitare se da queste attività conseguirà, programmaticamente o nell’operatività, l’assunzione di responsabilità editoriali. Altro punto importante, l’Agcm vuole sapere da Mediapro come intende licenziare i pacchetti ai vari operatori, indicando il riferimento al rispetto della Legge Melandri.

I quesiti sembrano quindi mirati a ottenere risposte capaci di sgombrare il campo anche dai rilievi fatti da Sky nel suo ricorso successivo all’esito della gara. L’Agcm chiede a Mediapro anche un businenn plan, il tipo d’investimenti che s’intendono affrontare e qualsiasi altro documento in grado di spiegare più nel dettaglio il progetto.

Nella seconda parte della richiesta di chiarimenti, L’Agcm tende invece ad approfondire le modalità con cui Mediapro intende muoversi nello stretto crinale che la separa dallo svolgere un ruolo da puro intermediario piuttosto che quello di un attore di diversa natura, e che comunque che debba dirimere anche questioni inerenti “necessità editoriali, produttive e distributive”. L’Agcm, in particolare – su questo versante – vuole capire meglio in che cosa si concreti la proposta, “separata”, relativa alla produzione di un canale tematico, e se questa opzione sia collegata all’offerta risultata vincente per il pacchetto Global.

Taxto Benet, fondatore della spagnola Mediapro, una parte delle risposte a questi quesiti le ha date in maniera inevitabilmente un po’ generica sempre oggi, in una lunga intervista rilasciata a Repubblica. “Negozieremo con tutti”, ha spiegato. L’idea di Mediapro sarebbe quella di “vendere a tutte le piattaforme disponibili e allo stesso prezzo per tutti, con una percentuale sugli ascolti”, replicando il modello adottato in Spagna. Ora la curiosità si sposta ovviamente sull’esito dell’esame dell’authority. E sugli eventuali rilievi o interventi correttivi che potrebbero essere richiesti. Ma oltre che il placet dell’Agcm, poi per il vero battesimo dell’operazione dovrà esserci anche quello dell’Agcom e così l’intero processo è lungi dall’essere concluso.

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