Giulietti (Fnsi): scandaloso lo stop alla legge sulle querele bavaglio

“Ho guardato l’elenco delle solidarietà e degli attacchi espressi a Fanpage, della solidarietà e degli attacchi espressi a Federica Angeli e alla redazione. Tutto bene ma prendo atto che questa legislatura si chiude senza l’approvazione delle legge contro le querele bavaglio”. A ribadirlo Beppe Giulietti, presidente della Fnsi, visitando a Napoli la redazione di Fanpage che dopo la pubblicazione di un video di un’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti è stata oggetto di un decreto di esibizione da parte dell’autorità giudiziaria.

La mancata approvazione della legge, per Giulietti “è uno scandalo”. “La legge era stata preparata, era andata in quarta lettura al Senato ma non è stato mai approvata”, ha aggiunto Giulietti, sottolineando come a maggiore rischio “sono soprattutto le piccole realtà editoriali; ora le querele non solo si fanno ma si annunciano per bloccare le inchieste giornalistiche”.
“Il 90% delle querele bavaglio – ha spiegato ancora Giulietti – è archiviata”.Con la legge veniva introdotta “una norma di civiltà giuridica che però non è stata votata perché la maggioranza non ha ritenuto di mettere la fiducia ma non ricordo l’impegno dell’opposizione”.

Giuseppe Giulietti (Foto Ansa/Giorgio Onorati)

“Se uno si sente leso nei suoi diritti può tranquillamente querelare ma certi linguaggi violenti non sono accettabili, né contro Fanpage né contro la Rai o qualsiasi altro”, ha detto ancora a proposito delle reazioni all’inchiesta. “Al di là del dibattito sulla metodologia dell’inchiesta giornalistica – ha aggiunto Giulietti – bisogna stare attenti e non delegittimare i giornalisti con alcune parole e toni inaccettabili, soprattutto da chi rappresenta le istituzioni”.

Quando c’è rilevanza sociale “le notizie vanno date sempre e comunque”. “Se c’è interesse del cittadino a sapere”, ha proseguito Giulietti “e la notizia va data sempre e comunque. Non è una facoltà del giornalista, è un obbligo del cronista dare tutte le notizie che possano avere rilevanza sociale”.

Il presidente della Fnsi ha parlato poi anche del blitz di un gruppo di attivisti di Forza Nuova che tentato di accedere all’interno dello studio televisivo de La7. “Se per fare un dibattito in televisione c’è bisogno dei vigilantes o della polizia dinanzi alla porta siamo dinanzi ad un fatto gravissimo”. “Non possiamo consentire che si faccia irruzione in una redazione e considerarlo una cosa normale”, ha aggiunto, “perché quell’irruzione non è contro la redazione, ma contro il diritto dell’opinione pubblica ad essere informati”.

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