A Igort (Igor Tuveri) la direzione di Linus edita da Baldini+Castoldi

( Corriere.it) Cambio al vertice nel mondo del fumetto: Pietro Galeotti lascia la direzione della storica rivista «Linus»e con lui anche il caporedattore Ivan Carozzi.  A prendere il posto di Galeotti sarà Igort (Igor Tuveri), maestro della graphic novel, fondatore di Coconino Press e, oggi, direttore editoriale di Oblomov, nuova realtà nata dal suo sodalizio con Elisabetta Sgarbi.

Il primo numero di Linus

Il primo numero di Linus

La scelta del cambio è proprio di Sgarbi, fondatrice e direttore editoriale de La nave di Teseo e, da giugno 2017, anche alla guida di Baldini + Castoldi, che dal 1993 è l’editore di «Linus». «Nell’ottica di una distinzione tra le case editrici della Nave di Teseo, ma anche di una possibile e auspicabile integrazione, è sembrato opportuno chiedere a Igort, che sta portando avanti un lavoro straordinario con Oblomov, di prendere in mano anche “Linus”» spiega Sgarbi, che esprime «gratitudine e riconoscenza» verso i due uscenti, che porteranno avanti la rivista fino al mese di maggio e che spera di «rincontrare sulle strade della Nave di Teseo».

«“Linus” non è solo una rivista, è una comunità. Mi mancherà dirigerlo ma non mancherà di regalare bellezza», dice Galeotti. Savonese, autore tv, compagno di scuola di Fabio Fazio, Galeotti ha lavorato per trent’anni col conduttore (anche ad Anima mia, dove ha conosciuto Claudio Baglioni che l’ha voluto tra gli autori del suo Sanremo) prima di partire, a maggio 2016, per l’avventura di «Linus».

Nata nel 1965 dal pioniere Giovanni Gandini, «Linus»è la storia del fumetto in Italia: i Peanuts, i primi supereroi Marvel, Asterix sono arrivati da noi sulle sue pagine. Come sarà il «Linus»di Igort? «Grazie a una circostanza fortuita mi sono trovato a riflettere sul “dove siamo oggi, nel mondo del cartooning”, insieme ad amici geniali del calibro di Art Spiegelman e Françoise Mouly. Sono stati giorni fertili di proposte e idee. Sin dal primo numero ci saranno dunque loro lavori e uno sguardo a 360° sull’immaginario contemporaneo», racconta Igort, che oltre a Gandini ricorda il ruolo di Oreste del Buono, Elio Vittorini, Giovanni Spinazzola e Umberto Eco nella rivista nella quale, ricorda, ha visto la luce «editorialmente» anche lui, nell’81. «Linus», conclude, «ospiterà occasionalmente l’inserto “Resist” curato da Nadjia Spiegelman e Françoise Mouly che ha anticipato il movimento #metoo».

Fonte Corriere.it

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