Mediapro: il calcio genera alle tv minimo 2 miliardi. De Siervo: Sky sposta i fatturati lontano dal calcio

Stefano Scacchi – “La Liga ha due locomotive: Real e Barcellona. Siamo convinti che la Serie A ne abbia cinque o sei, ma adesso bisogna far ripartire il treno”. Jaume Roures, fondatore di Mediapro, nuovo protagonista dei diritti tv del calcio italiano, usa una metafora ferroviaria, mentre sfreccia per Barcellona con la sua nuova auto tedesca dopo aver accompagnato un gruppo di giornalisti italiani a conoscere piú da vicino la realtà di Mediapro.
La velocità alla guida è uno dei tratti distintivi di questo 68enne imprenditore catalano – vicino alla causa dell’indipendentismo, protagonista di battaglie politiche di estrema sinistra, incarcerato durante la dittatura per il suo anti-franchismo e accusato negli anni ’80 di fiancheggiamento all’Eta: “Ma questo non è vero, non so perché continuano a scrivere questa falsità”– capace di fondare un impero con 5.100 dipendenti, 40 sedi in tutto il mondo, 210.000 metri quadrati di studi tv e 3500 eventi sportivi trasmessi in diretta ogni anno.

Nella foto, Taxto Benet, con a sinistra il presidente Mediapro Jaume Roures (Foto Ansa/ Paolo Cappelleri)

“Jaume va forte in macchina”, dicono i suoi collaboratori. Ma il traffico lungo le strade di Barcellona dirette al mare, intasate di gente che vuole trascorrere qualche ora in spiaggia in un bel sabato pomeriggio di sole, frena la sua corsa. “Voi avete Juventus, Inter, Milan, Roma e Napoli. L’equivalente del Clasico tra Real e Barca è rappresentato dalle sfide tra queste squadre che hanno più storia rispetto a Siviglia o Valencia. Si sono conquistate un blasone negli ultimi 40 anni, non con successi recenti. E poi avete calciatori italiani che hanno costruito una leggenda come Paolo Rossi, Totti o Zoff. In Spagna invece la scena è sempre stata dominata dagli stranieri. Ora è tutta una questione organizzativa che riguarda la Lega. Anche in Spagna e Inghilterra non tutti gli stadi sono belli, ma c’è più ordine a partire dai cartelloni pubblicitari con colori simili”.

“Il calcio genera alle tv come minimo 2 miliardi di euro”, dice  Roures, “In Italia il prezzo dei dritti tv era fermo da anni , precisao Tatxo Benet, l’altro socio storico di Mediapro  . Rispetto alla Spagna in Italia ci sono più abitanti, più appassionati e più abbonati alla pay tv. Manca solo la concorrenza fra gli operatori”.

La struttura del gruppo Mediapro

La struttura del gruppo Mediapro

I canali tv che fanno capo a Mediapro

I canali tv che fanno capo a Mediapro

Investimento da 1.05 miliardi l’anno
E’ con questi elementi di forza che Mediapro vuole valorizzare il suo investimento da 1.05 miliardi all’anno sui diritti tv della Serie A. “Tutto quello che vedete non ha niente a che vedere con il bando da intermediario indipendente, ma con quello che possiamo fare per migliorare il prodotto della Serie A”, precisa Roures in uno degli studi della sede di Mediapro dove è stata preparata una grafica con Dybala e Icardi. Un grattacielo lungo l’Avinguda Diagonal, che condensa in un solo luogo le capacità di una società di produzione e di un network televisivo, dove si studiano nuovi replay tridimensionali a 360 gradi con tecnologia Intel. E’ evidente che il vero obiettivo dei dirigenti di Mediapro va oltre gli attuali vincoli fissati dall’offerta per il ruolo da intermediario indipendente, ora all’esame di Antitrust e Agcom: “Ora c’è questo bando e sappiamo svolgere questa funzione – spiega Taxto Benet a fianco di Roures – poi insisteremo con club e Lega che la cosa migliore è un canale tv della Serie A. Se funziona bene, altrimenti ci ripresenteremo fra tre anni”.

Uno studio Mediapro della sede di Barcellona

Uno studio Mediapro della sede di Barcellona

35 euro al mese per pacchetto
Mediapro immagina un prezzo di 35 euro al mese per un pacchetto che comprenda tutto il calcio italiano in tv, una via di mezzo tra il costo limitato per vedere il calcio spagnolo via web (da 9.99 a 16.99 euro) e quello più elevato per guardarlo in tv: difficile scendere sotto i 45-50 euro. Ormai è chiaro che le prossime settimane saranno caratterizzate da una battaglia con Sky. “In Italia vi manca solo una cosa: la concorrenza in questo settore”, spiega Benet alla vigilia di un confronto dall’esito ancora imprevedibile.

Oscar Lago regista di punta di Mediapro

Oscar Lago regista di punta di Mediapro

De Siervo: Sky ha spostato il fatturato dal calcio verso prodotti meno sentiti dall’abbonato
L’ad di Infront Italia, Luigi De Siervo, è ancora più esplicito: “Sky ha spostato il fatturato dal calcio verso prodotti meno sentiti dall’abbonato. Così alla fine i soldi per questa asta non c’erano mai”. Mediapro, Infront e alcuni club vogliono creare un sistema che permetta di capire esattamente quanto vale il calcio in tv. Il prezzo del biglietto per salire sul treno, per tornare all’immagine ferroviaria di Jaume Roures che sfreccia al volante per le strade di Barcellona.
Anche se proprio nella città catalana due giorni dopo, nel corso di una conferenza internazionale degli operatori della comunicazione, è suonato un allarme per i diritti tv del calcio. L’ad della filiale spagnola di Vodafone, Antonio Coimbra, ha spiegato che la multinazionale della telefonia non intende più strapagare i diritti della Liga perché gli investimenti fatti non sono stati ripagati in termini di abbonati. Un avviso poco incoraggiante anche in chiave italiana dove gli OTT di internet non si sono ancora visti ma sono determinanti nella strategia di Mediapro. Sarebbe paradossale se la fuga partisse proprio dalla Spagna.

La sede di Mediapro a Barcellona

La sede di Mediapro a Barcellona

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