Premium: rinviata al 23 ottobre la causa civile tra Mediaset e Vivendi

La causa civile tra Mediaset e Vivendi legata al mancato rispetto del contratto per l’acquisto di Premium è stata rinviata al 23 ottobre prossimo. A spiegarlo l’avvocato di Mediaset, Andrea Di Porto, al termine della prima udienza che si è tenuta questa mattina al Tribunale di Milano, dopo il fallimento della mediazione tra le parti.

Stando a quanto segnalato dalle agenzie, il rinvio è stato reso necessario per favorire il deposito delle tre memorie difensive il cui termine è stato fissato al 30 luglio prossimo.

Pier Silvio Berlusconi e Vincent Bollorè

 

Non è escluso  che si possa ancora arrivare a una transazione extragiudiziale. Rispondendo alla domanda se esiste ancora lo spazio per trovare un accordo, l’avvocato Di Porto ha infatti risposto: “c’è sempre uno spazio in astratto per la mediazione, per tutte le cause del mondo”. Concetto che – stando a quanto riporta l’agenzia Ansa – avrebbe ribadito anche una fonte vicino a Vivendi, che avrebbe affermato che “un accordo extragiudiziale è sempre possibile e il progetto industriale tra i due gruppi ha molto senso”.

In ogni caso, nella prossima udienza, accanto all’ammissione delle prove, si discuterà anche sulla eventuale riunificazione del primo procedimento – quello relativo alle richieste sia di esecuzione coattiva del contratto di compravendita di Premium sia di risarcimento danni per un totale di circa 2 miliardi per il mancato acquisito da parte del gruppo guidato da Vincent Bollorè – con quello più recente con cui in seguito al rastrellamento di azioni avvenuto nell’autunno 2016, il gruppo di Cologno ha chiesto ai francesi di scendere dal 28,8% attuale e meno del 10% del capitale di Mediaset. Capitolo quest’ultimo in cui Biscione ha chiesto a Vivendi circa 3 miliardi di euro per violazione contrattuale, concorrenza sleale e violazione della legge sul pluralismo televisivo.

La vicenda del rastrellamento di azioni è anche la centro di un’inchiesta penale coordinata dal pm Silvio Bonardi e dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale nella quale sono indagati per manipolazione del mercato il numero uno del gruppo francese Vincent Bolloré e l’ad Arnaud De Puyfontaine. Le indagini, lo scorso 5 ottobre, hanno portato anche a perquisizioni nel quartiere generale parigino di Vivendi.

Il punto di vista della stampa francese sulla vicenda
Il quotidiano francese ‘Le Monde’ oggi ha dedicato spazio alle tensioni e al mancato accordo tra le due media company in un articolo intitolato ‘Scacco al progetto di ‘Netflix latino’ di Vincent Bolloré’. “Questa volta è finita: non ci sarà accordo tra Vivendi e Mediaset prima del 27 febbraio”, ha scritto il grande quotidiano parigino. “Spetta quindi alla giustizia italiana fissare oggi il seguito della procedura: il gruppo della famiglia Berlusconi reclama all’omologo del clan Bolloré i danni e gli interessi per non aver onorato la sua promessa di acquistare Mediaset Premium. Vivendi potrebbe dover pagare diverse centinaia di milioni di euro”.

Secondo fonti vicine al dossier citate dal giornale i termini di scadenza supplementari concessi “non hanno migliorato le cose, tutto l’opposto”. Inizialmente “l’intesa era vicina”, ma da allora il clan Berlusconi ha voluto creare un nuovo rapporto di forze puntando sul clima elettorale favorevole.

“Per Vicent Bolloré e Vivendi è un fallimento importante”, il requiem di quel “Netflix latino” che il tycoon bretone sognava di fondare insieme all’Italia. Anche se questo non significa “la debacle della campagna italiana”, visto che Vivendi resta il primo azionista di Telecom Italia, con cui i francesi intendono creare una joint-venture con Canal+. “Ma anche qui – conclude il giornale – la strada è lunga e piena di incognite”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Cda Rai: il Parlamento elegge i consiglieri Borioni e Coletti (Senato), De Biasio e Rossi (Camera) – CHI SONO

Vigilanza Rai, Fnsi-Usigrai: con Barachini istituzionalizzato il conflitto d’interessi

Netflix apre alla radio con un canale dedicato alle commedie. E prova a calamitare nuovi clienti