L’informazione in Italia è opera di professionisti senza contratto né diritti. Appello Fnsi alla politica

Stop ai giornalisti autonomi senza diritti e sottopagati. A chiederlo la Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi, a nome dei colleghi senza contratto, precari e sottopagati. In un appello rivolto a candidati e forze politiche in vista delle elezioni del 4 marzo 2018, la commissione chiede uno sforzo maggiore alla politica affinché si impegni su temi quali “l’emanazione del decreto con i parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi da parte del ministero della Giustizia; la piena attuazione della legge sull’equo compenso ai giornalisti lavoratori autonomi; il sostegno all’informazione digitale di qualità; il contrasto alla diffusione delle fake news e dei discorsi di odio”.

conferenza giornalisti

Conferenza dalla sala stampa di Palazzo San Macuto (Foto Ansa/Giuseppe Lami)

“Solo giornalisti nelle condizioni di poter contrattare le proprie condizioni di lavoro ed indipendenti dal punto di vista economico possono garantire un’informazione accurata, autorevole e senza condizionamenti”, spiega la Commissione in un post sul sito della Fnsi. “Viceversa dei giornalisti sottopagati, sfruttati e ricattabili non possono garantire una cronaca davvero indipendente, né quel diritto di critica vitale per una società civile”.

Oggi in Italia i giornalisti collaboratori esterni, pagati ‘a pezzo’, sono il 65% della categoria e sempre più “la dorsale dell’informazione italiana è composta da professionisti non contrattualizzati, precari, autonomi e freelance che quotidianamente informano i cittadini dai consigli comunali, dalle aule dei tribunali, dalle periferie e dal Parlamento”, ricorda la Clan.

 

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