Costa (Fieg): fondamentale remunerare il diritto d’autore in rete. L’accordo con Google un esempio

“E’ emblematico che Facebook abbia deciso di affidare a un team di giornalisti esperti il compito di dividere le notizie autorevoli da quelle di dubbia affidabilità. Il grado di credibilità dei social, per l’informazione, va diminuendo. Google e Facebook, anche se tardivamente, stanno prendendo atto che la professionalità giornalistica è importante. In questo quadro, urge salvaguardare un sistema di tutele e regole”. Lo dice, in un’intervista al Corriere della Sera, il presidente della Fieg Maurizio Costa.

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Il presidente della Federazione italiana Editori Giornali, Maurizio Costa (Foto Ansa/Claudio Peri)

Un quadro di cui Costa traccia le linee. “Primo: protezione, e giusta remunerazione, del copyright anche a livello europeo. I contenuti professionali non possono finire gratuitamente in Rete. Secondo: basta con l’utilizzo improprio ed esclusivo dei dati degli utenti a disposizione dei big players della Rete. Terzo: equità fiscale. Gli Over The Top, che agiscono da Paesi con fiscalità agevolata, non pagano tasse in Italia. Si pone quindi una questione di correttezza della competizione”.

Qualche passo avanti, ricorda poi Costa, è stato fatto: “l’accordo triennale italiano con Google è un caso avanzato in Europa. Affronta importanti aspetti: riconoscimento del valore dei contenuti, condivisione dei dati, trasferimento di know how, lotta alla pirateria. Insomma, tecnologia e digitale possono entrare in sinergia con l’editoria tradizionale rappresentando un’opportunità”.

Proprio il New York Times – continua il presidente della Fieg – ha visto crescere del 20% nell’ultimo anno gli abbonamenti online, che ora sono 2,5 milioni con ricavi digitali complessivi per 600 milioni di dollari. La semplice difesa del mondo editoriale tradizionale non ha prospettive sostenibili nel tempo. L’editoria professionale italiana rappresenta un riferimento solido quando offre approfondimenti, analisi, commenti di livello, verifiche puntuali. Quando è polifonica e sa garantire pluralismo e confronto delle idee. Ma tutto questo non è un dogma: la qualità va conquistata con i fatti giorno per giorno. Solo così potremo contrastare la pervasività degli algoritmi tecnologici con l’algoritmo della credibilità”, conclude.

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