I direttori di Stampa, Repubblica e Corriere sul voto: terremoto politico, dovremo riflettere a lungo

“Un terremoto politico che spazza via la coalizione di centrosinistra e cambia radicalmente quella di centrodestra”. Non usa mezzi termini il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, per descrivere il verdetto delle urne e si dice convinto che, dopo le elezioni 2018, l’Italia sia “vicina a un nuovo bipolarismo”. Perché, almeno “da un certo punto di vista l’Italia è più bipolare di prima”. E ancora: “abbiamo un’Italia completamente divisa, nelle preferenze politiche, nella protesta, nelle aspirazioni”. Ma “il governo è un rebus”, come titola l’edizione odierna del Corriere. E la partita è “nelle mani dei due leader emergenti”, Di Maio e Salvini.

Molti i video sui siti dei principali quotidiani in Italia, come nel caso di Repubblica.it, con un notevole sforzo di produzione ripreso anche dalle testate locali Gedi. “È la sconfitta finale di Matteo Renzi”, dice analizzando il voto il direttore Mario Calabresi, “non mi stupirei se si dimettesse”. “Il Pd deve ripensarsi ed è difficile immaginare che Renzi si possa rilanciare, ripartendo da dove? Non so”. “Il centrodestra è come coalizione quello che arriva più vicino alla maggioranza – prosegue – ma non ci arriva ed è difficile immaginare che possa andare a cercare altri voti”. Quale scenario, secondo Calabresi? “Possiamo immaginarci un percorso di scomposizione con il partito più forte, i Cinque Stelle, che dovrà trovare un alleato di governo”.

“Un’Italia con una geografia politica completamente diversa da quella di ieri”, è l’analisi del direttore della Stampa Maurizio Molinari, “è un’Italia dove prevale a Sud un’ondata dovuta alle diseguaglianze economiche, di protesta antisistema, di identificazione con una forza politica come il M5S che è dirompente di sfida per il sistema politico e istituzionale. E’ qualcosa su cui dobbiamo riflettere a lungo, sull’entità di questa protesta che è soprattutto economica”. Mentre “nel nord a prevalere è un altro tipo di protesta anti-sistema che si rispecchia nella Lega e che ha a che fare con i temi della sicurezza, della famiglia e soprattutto dei migranti”.

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