Gedi, la soluzione del contenzioso col fisco pesa sui conti 2017. In crescita i margini

Gedi chiude il 2017 con ricavi in crescita dell’8,7% a 633,7 milioni di euro e un ebitda di 53,2 milioni significativamente maggiore, si legge in una nota, rispetto al 2016 (43,7 milioni). Nel primo esercizio successivo all’integrazione con Itedi, il risultato operativo consolidato è stato pari a 28,7 milioni, in crescita rispetto al risultato del 2016 (22,4 milioni) ma gli oneri fiscali pari a 150,5 milioni hanno portato in rosso il risultato netto per 123,3 milioni (coperta dalle riserve disponibili di patrimonio netto, senza intaccare il capitale sociale). Senza l’onere fiscale straordinario il risultato netto è positivo per 19,1 milioni.

de benedetti marco gedi

Marco De Benedetti, presidente del Gruppo Gedi (Foto Ansa/Alessandro Di Meo)

Gedi – ricorda la nota – nel 2017 ha definito un contenzioso, pendente in Cassazione, che si riferiva a contestazioni di natura antielusiva relative ai benefici fiscali derivanti dall’operazione di riorganizzazione societaria del Gruppo Editoriale L’Espresso realizzata nel 1991 e ha pagato 175,3 milioni, di cui 140,2 pagati nel 2017 ed i restanti 35,1mn da versare entro il 30 giugno 2018.

Il perimetro di attività di Gedi nel 2017 è “significativamente diverso da quello del 2016”, sottolinea il gruppo editoriale ricordando che il 27 giugno è stata perfezionata l’operazione di integrazione in Gedi del gruppo Itedi, editore dei quotidiani La Stampa ed il Secolo XIX mentre, come operazione propedeutica a tale integrazione, nel corso del quarto trimestre del 2016 erano state deconsolidate 5 testate locali, mediante la vendita di 4 di esse (Alto Adige, Il Trentino, Il Centro e La Città di Salerno) e la cessione in affitto della restante (La Nuova Sardegna). Per quanto riguarda l’andamento dei primi mesi del 2018, “le evidenze ad oggi disponibili non consentono di prevedere evoluzioni di mercato significativamente diverse da quelle che hanno caratterizzato il 2017”.

“Il gruppo si impegnerà nel conseguimento di tutti i vantaggi derivanti dall’operazione di integrazione con Itedi, nello sviluppo delle attività digitali e nella permanente implementazione di razionalizzazioni volte a preservare la redditività in un mercato strutturalmente difficile” si legge nella nota.

Una precisazione sul dossier Persidera, la jv con Tim. “La società ha ricevuto un’offerta vincolante per l’acquisto di Persidera, di cui detiene il 30% – conferma la nota – L’offerta non è stata considerata in linea con le aspettative e pertanto è stata rifiutata. Sono attualmente in corso contatti con altri investitori, le cui eventuali offerte saranno valutate dalla società”.

Qui il testo del comunicato (.pdf)

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