Vecchi e nuovi esperti di media e comunicazione in Parlamento

Natalia Lombardo – Non avranno più il peso avuto durante i governi Berlusconi anche per il successo della Lega di Salvini, ben più autonomo nei confronti dell’ex premier di quanto non fosse Bossi, ma gli uomini (e le donne) chiave del centrodestra che si sono sempre occupati di informazione ed editoria, o che hanno mosso le pedine alla Rai, sono rimasti in Parlamento.

Adriano Galliani con Maria Stella Gelmini e Paolo Romani (Ansa/Matteo Bazzi)

In primis Paolo Romani, l’uomo tv di Berlusconi per il suo passato da editore, sottosegretario alle Comunicazioni e Ministro dello Sviluppo, rieletto con Forza Italia nel collegio per il Senato in Lombardia (in Emilia Romagna cede il passo a un altro). Anche Deborah Bergamini, già responsabile comunicazione azzurra e buona conoscitrice dall’interno delle dinamiche di viale Mazzini, è stata rieletta in Toscana.

Deborah Bergamini (foto Olycom)

Il vero comandante delle truppe dei giornalisti Rai di centrodestra, Maurizio Gasparri, ritorna al seggio forzista in Senato, dopo esserne stato vicepresidente. Giornalista lui stesso, ma ormai politico navigato (con tanto di legge sulla riforma Rai a suo nome), negli ultimi giorni di campagna elettorale ha chiamato a raccolta i “suoi”, vari giornalisti e dirigenti nelle testate informative, per serrare le fila: da Maria Antonietta Spadorcia a Nicola Rao e Paolo Corsini. E, da quanto dicono a viale Mazzini, è piuttosto forte la delusione di quest’area, con molti passaggi di cariche già progettate o sognate (per Gennaro Sangiuliano, vice del Tg1 o Antonio Preziosi con un ritorno al Tg1 da Bruxelles), e che invece dovranno frenare per lasciare spazio alle caselle in quota Lega, poche per la verità, o al controllo dei Cinque Stelle.

Maurizio Gasprri (foto Olycom)

Daniela Santanché, candidata con Fratelli d’Italia, con il 48,12% è arrivata prima e ha superato di misura il
grillino Toninelli in Lombardia (dove l’M5s non ottiene candidati nell’uninominale). La parlamentare, nonché editrice e pubblicitaria (che si sta distaccando dalla società Visibilia), con varie migrazioni nella
destra da Alleanza Nazionale al Pdl, da La Destra a FdI, è stata eletta per il Senato nel collegio di Cremona.

Tra i nuovi deputati di Fi c’è Adriano Galliani, per anni vice presidente e amministratore delegato del Milan, e poi presidente di Mediaset Premium nominato senatore. Nelle liste di Forza Italia in Parlamento non è stato eletto invece Arturo Diaconale, giornalista, consigliere di amministrazione Rai e direttore de ‘L’Opinione delle Libertà’, che si era candidato nel Lazio.

Per i Cinque Stelle Roberto Fico, ex presidente della commissione di Vigilanza, è stato rieletto alla Camera
con l’en plein a Napoli, con il 57,57% di preferenze. Per quanto abbia detto di non voler ritornare nella
commissione a San Macuto, è probabile che continuerà ad occuparsi di comunicazione. Ed è tutto da
vedere il rapporto che, ora con un pieno ruolo di potere, stabiliranno i grillini con il mondo dell’informazione ampiamente riabilitato come palcoscenico elettorale.

Roberto fico (foto Olycom)

Tra i giornalisti targati M5Stelle deve ringraziare la quota proporzionale del Rosatellum, Gianluigi Paragone, ex La7, mentre niente parlamento per  la “Iena” Dino Giarrusso.

Gianluigi Paragone (Olycom)

Il Pd mantiene comunque le postazioni di chi si è sempre occupato d’informazione. Il pasdaran renziano
Michele Anzaldi torna deputato, eletto a Roma Ovest, e già non ha perso la presenza su social e agenzie.
Eletto per la prima volta Filippo Sensi, anche lui giornalista, già portavoce di Matteo Renzi e finora di Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi, ha ottenuto in Toscana un seggio alla Camera. Certo lo stesso premier uscente ormai ha un ruolo diverso, ma Gentiloni, che ha ottenuto un pieno di voti a Roma per la Camera (con il 40%), ha sempre avuto nel cuore e nella testa il sistema dell’informazione. Non è stato premiato per il lavoro fatto come ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini surclassato nella sua
Ferrara dalla candidata leghista, e rientrato per il rotto della cuffia al proporzionale.

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

Per quanto riguarda la Regione Lazio, dove i conteggi sono ancora in corso, c’è pessimismo
su Stefano Di Traglia, per anni portavoce di Bersani e candidato per Liberi e Uguali, che non
sembra sia stato eletto, così come Carlo Picozza, giornalista di Repubblica e consigliere
dell’Ordine dei Giornalisti, che si è candidato nella Lista Civica per Zingaretti.

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