Il fondo Elliott in Telecom. Critica la gestione di Vivendi e punta a rinnovare il Cda

“Ogni azionista è benvenuto” in Telecom. Con queste parole, pronunciate a margine del Cda dell’azienda, il presidente di Tim, Arnaud de Puyfontaine, ha commentato l’ingresso del fondo Elliott tra i soci del gruppo, con una quota comunque al di sotto della soglia di rilevanza. Secondo il francese, “è un bene che Telecom riesca ad attrarre nuovi soci”.

Il fondo Elliott Management del finanziere newyorkese Paul Singer ha infatti confermato di avere “un interesse in azioni ordinarie e di risparmio di Tim” ma ha sottolineato che “la posizione in azioni ordinarie è tale che non eccede, ad oggi, il limite oltre il quale deve essere resa nota in base alla legge italiana”. In ogni caso, ha precisato il portavoce della finanziaria, “sebbene Elliott potrebbe aumentare ulteriormente il suo interesse in Telecom Italia, non sta cercando e non cercherà di prendere il controllo” del gruppo italiano delle telecomunicazioni.

Paul Singer, Ceo di Elliott Management Corporation (EPA/REMY STEINEGGER/WEF/SWISS-IMAGE.CH MANDATORY CREDIT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES)

“Da investitore di Telecom Italia, Elliott ha speso tempo e risorse negli ultimi mesi per analizzare il gruppo e le sue alternative strategiche”, ha continuato il portavoce affermando poi che “secondo Elliott, la governance, la valutazione, la direzione strategica e le relazioni con il governo italiano” di Tim “andrebbero migliorate sostituendo alcuni membri del cda con nuovi, completamente indipendenti e altamente qualificati amministratori”. Il fondo, ha affermato il portavoce, “sta valutando di fare dei passi per raggiungere questo obiettivo”.

Dopo alcune indiscrezioni di Bloomberg, Rapubblica ha scritto che Elliott ha rastrellato il 6% del colosso telefonico e “vuole pesare nel cda presentando un proprio piano industriale. Il fulcro del piano sarebbe estrarre valore dalle attività in Brasile. Una mossa che potrebbe condizionare lo scontro Berlusconi-Vivendi”.

A quanto pare Elliott punterebbe a presentare una propria lista di candidati al Cda alla prossima assemblea in calendario il 24 aprile.

Il fondo punterebbe a coagulare la parte dei fondi istituzionali (40% del capitale) scontenti della gestione di Vivendi (29,9%). Per poter chiedere la revoca di amministratori e presentare una propria lista il quorum è del 5%.

Elliott è molto attivo tra gli azionisti sul mercato, spingendo per cambiamenti in almeno 25 società. Nel suo mirino sono finite, fra le altre, BHP Billiton e NXP Semiconductors. In Italia è diventato noto al grande pubblico per il finanziamento di 303 milioni di euro che ha permesso all’imprenditore cinese Yonghong Li di rilevare il controllo del Milan da Fininvest. Un finanziamento che dovrà essere rimborsato entro ottobre 2018 con interessi a doppia cifra. Sempre in Italia nel 2015 ha ratrellato una partecipazione in Ansaldo Sts per cercare di contrastare la vendita della società a Hitachi, ritenendo che il prezzo pattuito con l’allora Finmeccanica (9,5 euro/azione) non fosse congruo. Alla fine il fondo Usa ha visto riconosciute le sue ragioni dall’Authority dei Mercati che ha ritoccato all’insù il prezzo d’Opa.

All’inizio del 2016 Elliott ha rilevato il 44% del Credito Fondiario, istituto indipendente che ha come core business l’intermediazione e la gestione di credito deteriorato e illiquido (npe). Tra le operazioni messe a segno c’è l’acquisizione di 1,2 miliardi di sofferenze chiusa a fine 2017 con B.Carige, per un investimento di 265,7 milioni di euro (22,1% del valore nominale lordo). In precedenza aveva rilevato da Intesa Sanpaolo Provis due portafogli da 280 milioni di euro di crediti in sofferenza nel ramo leasing.

Il fondo di Paul Singer è diventato famoso a livello internazionale in seguito alla crisi in Argentina: la società Nml, succursale di Elliott ha acquistato a prezzi bassissimi i titoli di stato del paese sudamericano durante la sua crisi economica. Non avendo aderito, insieme ad altri fondi, alla ristrutturazione del debito, ha successivamente fatto causa alla nazione, al fine di ottenere il rimborso dei bond. Elliott ha vinto la battaglia legale, con un guadagno del 1600%.

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