Appello degli editori all’Ue: rivedere e-privacy. A rischio rapporto con lettori e giornalismo di qualità

L’Ue deve rivedere la proposta delle nuove norme sulla e-privacy attualmente sul tavolo perché rischiano di compromettere il legame degli editori con i lettori e il giornalismo di qualità, con il pericolo di mancare la rivoluzione dei dati. E’ la denuncia delle associazioni europee degli editori di Emma (European Magazine Media Association) ed Enpa (European Newspaper Publishers Association), che si sono unite all’appello di altri settori dell’industria per un totale di più di 50 firmatari da oltre 19 Paesi.

Nella lettera collettiva inviata a Bruxelles, stando a quanto riporta l’agenzia Ansa, si sottolinea la “preoccupazione” che il regolamento Ue sulla privacy online recentemente votato all’Europarlamento e al momento in discussione tra i 28 al Consiglio “non offra una protezione efficace per i consumatori, rafforzi gli attori già dominanti sul mercato dell’economia dei dati e minacci lo sviluppo di società europee competitive” oltre a “minare il ruolo essenziale della stampa e dei media nella vita democratica europea”.

Carlo Perrone

“E’ essenziale sottolineare quello che è realmente in gioco”, ha sottolineato in particolare il presidente dell’Enpa Carlo Perrone. “Nella sfera digitale gli editori devono essere in grado di continuare a finanziare il giornalismo professionale che è la sola vera soluzione per contrastare le ‘fake news'”. Ma, continua Perrone, “è anche indispensabile per noi costruire relazioni di fiducia di lungo termine direttamente con i nostri lettori”. Per questo, ha ribadito, “l’attuale proposta sulla e-privacy ci danneggerebbe in entrambi questi aspetti tagliando i legami con i lettori e piazzando la gestione di tutta la privacy nelle mani dei browser, rendendo legalmente ingestibile usare cookies sui nostri siti”.

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